è urgente una programmazione seria, più rispetto, maggiore redditività, meno burocrazia per favorire il ricambio generazionale dell'agricoltura del dopo oggi.

San Martino è il giorno che segna in agricoltura l'avvio dell'annata agraria e Confagricoltura Torino presenta l'andamento dell'annata 2010, appena conclusa.

Per quanto riguarda il clima, una stagione invernale umida e più fredda di circa 1 grado rispetto alla media climatica. Le grandinate e in qualche zona del Piemonte le trombe d'aria hanno compromesso una parte della produzione sia vitivinicola sia frutticola.

In generale è stata un'annata soddisfacente che ha visto il recupero dei prezzi sui cereali e sui prodotti orticoli; mentre i prezzi della frutta e dell'uva sono molto bassi ed in alcuni casi non coprono neppure i costi di produzione. Anche il comparto degli allevamenti risulta insoddisfacente, se è vero che il prezzo del latte è aumentato del 20% rispetto alla scorsa annata, l'incremento del costo dei foraggi, dei cereali e dei mangimi ha portato una perdita di redditività. In flessione le quotazioni dei bovini da carne; stabili i prezzi dei suini. Una ripresa delle quotazioni dei conigli.

Qualche numero: superficie coltivate circa 1milione di ettari di cui 400mila di cereali e 400mila di foraggere che insieme arrivano all'80% del totale; allevamenti 21.700 aziende e 12milioni di capi di cui 81% rappresentato dagli avicunicoli, il 10% dai suini e solo 7% dai bovini. Veniamo agli addetti: 72mila contro 600mila occupati nell'industria. Le aziende registrate sono circa 64mila, le nuove iscrizioni 2mila contro 3.400 cessazioni. Cessazioni dovute proprio al calo di reddività stimato intorno al 25%.

Il presidente Vittorio Viora ha ricordato i vari punti del progetto 'Futuro fertile” con cui si intende rivedere le leggi che riguardano il settore agricolo con la riduzione del costo del lavoro, un riordino fondiario per ampliare le dimensioni delle aziende che sono troppo piccole; una semplificazione della burocrazia (si stima che un terzo del tempo l'agricoltore lo trascorre ad adempiere alle pratiche burocratiche); definizione del rapporto agricoltura-ambiente, rilancio dell'agroenergia e veri incentivi e programmi di sostegno per i giovani che vogliono entrare nel mondo agricolo.

è proprio a conferma di quanto illustrato, proprio oggi Fai – Fondo Ambiente Italiano, Wwf e Associazione per l'Agricoltura Biodinamica lanciano al mondo politico, agli imprenditori e alla società civile lanciano un nuovo allarme per l'agricoltura.

Il settore agricolo sta infatti attraversando la peggior crisi dal dopoguerra. Il PIL che nel 2000 si attestava attorno al 2,5% nel 2009 è sceso all'1,6%. Le campagne si stanno svuotando e le piccole aziende agricole lasciano spazio alla coltivazione intensiva. Negli ultimi 10 anni sono calate del 27% e quelle con allevamenti del 50%.