Consumatore "vittima"degli imballaggi Al Joia si cerca il pack più sostenibile
Il peso della confezione della bottiglia in vetro con tappo metallico genera il 70% in più di Co2 della lattina di alluminio e che consuma quasi 1/3 di energia nei confronti della bottiglia di vetro e che la confezione stand-up flessibile genera l’80% in meno di emissioni rispetto alla lattina
Chi sono i responsabili dell'inquinamento e chi le vittime? Quali scelte si possono compiere per limitare i rifiuti domestici? Come si misura l'eco-sostenibilità di un prodotto? A queste domande poste dalla Sprim Italia ha risposto la conferenza stampa indetta da Alessandra Ciliberto del Centro studi sull'imballaggio avvenuta presso il ristorante milanese Joia, regno dello chef-patron ticinese Pietro Leemann.Diciamo subito che lo strano caso da risolvere del pranzo 'in giallo” è che la vittima altro non è che il consumatore di prodotti perché l'imballaggio degli alimenti non è solo uno strumento di promozione del packaging ma anche, e soprattutto, di utilità per il consumatore.
Oggi, l'impegno richiesto alle imprese è quello di tener conto dell'impatto ambientale dei propri prodotti rispetto a tutto il loro ciclo di vita fino allo smaltimento finale come 'rifiuto”.
Immaginiamo ora che tra gli imballaggi ci sia una 'vittima”, ovvero una tipologia di imballaggio che, pur essendo in realtà il più eco-sostenibile, è spesso oggetto di discriminazioni relative al suo impatto ambientale. Se analizziamo i vari indizi scopriamo che il peso della confezione della bottiglia in vetro con tappo metallico genera circa il 70% in più di emissione di Co2 rispetto alla lattina di alluminio e che quest'ultima consuma quasi 1/3 di energia nei confronti della bottiglia di vetro e che la confezione stand-up flessibile genera l'80% in meno di emissioni rispetto alla lattina.
In conclusione l'imballaggio flessibile, nell'ambito del suo ciclo di vita totale, consuma meno di ¼ di energia rispetto alla lattina di alluminio che rappresenta l'alternativa come valore basso più vicino. Inoltre, genera l'80% in meno di emissioni di anidride carbonica rispetto alle bottiglie in Pet, che si colloca al secondo posto. Perché? Il peso specifico di un imballaggio flessibile è di 72 g/mq contro i 230 di un imballo in cartone
Attraverso le operazioni di recupero energetico e della raccolta differenziata - è stato detto - nel corso del 2009 sono state valorizzate 663.898 tonnellate di imballaggi in plastica per un valore pari al 33,1% dell'immesso al consumo domestico. In questo modo è stato possibile ottenere nuova energia elettrica e termica senza dover ricorrere all'utilizzo di combustibili convenzionali.

