Giulio De CapitaniBRESCIA - Il giro di ascolto degli operatori del territorio da parte dell'assessore regionale all'Agricoltura Giulio De Capitani (nella foto) ha fatto tappa, questa mattina 07 ottobre, a Brescia. Erano presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali Margherita Peroni, Mauro Parolini e Gian Antonio Ginelli, il presidente dell'Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste) Roberto Albetti, l'assessore provinciale all'Agricoltura Gian Francesco Tomasoni, il presidente di Unioncamere Lombardia e di Confagricoltura Lombardia Francesco Bettoni, il presidente di Coldiretti Ettore Peroni, il vice presidente della Cia Roberto Frattini e il presidente dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna "Ubertini" di Brescia senatore Francesco Tirelli.

«Nel panorama agricolo lombardo - ha esordito De Capitani - Brescia è una delle province più vocate dal punto di vista produttivo. La particolare conformazione del territorio offre vantaggi innegabili, cui si aggiunge un consolidato patrimonio di tradizioni alimentari e di prodotti tipici che ha consentito di sviluppare una filiera agroalimentare tra le più importanti e competitive».

«L'agricoltura bresciana - ha aggiunto De Capitani - copre una vasta area di territorio, ma deve fare i conti con la realizzazione di infrastrutture che riducono le zone produttive. Si tratta certo di opere necessarie, ma che non possono e non devono sacrificare l'agricoltura e per le quali serve, come è accaduto già con precisi accordi, un'adeguata compensazione che consenta al settore primario di mantenere i propri standard di produzione. Per questo motivo, uno degli obiettivi dell'assessorato è la definizione di una legge di tutela del suolo agricolo sullo stile della legge regionale 12 del 2005 di salvaguardia del territorio».

«La produzione agricola bresciana rappresenta il 16% del totale regionale - ha sottolineato De Capitani - e mostra una spiccata vocazione per la zootecnia, testimoniata dalle numerose produzioni con riconoscimento di tipicità tanto nell'ambito lattiero-caseario quanto in quello dei salumi. Ricordo che la zootecnia bresciana pesa per il 90% del totale e conta oltre 1.400.000 suini in 1800 allevamenti e 440.000 bovini da latte e da carne allevati in circa 5000 aziende».

«Tra le eccellenze della provincia di Brescia - ha proseguito - voglio ricordare i vini della Franciacorta e l'olio d'oliva del lago di Garda, anche se l'elenco potrebbe continuare. Il valore della produzione agricola di questa provincia supera i 1500 milioni di euro e rappresenta il 24% del valore delle produzioni regionali. Brescia è la seconda provincia dopo Milano per il florovivaismo, con 970 aziende, ma è la prima realtà, con 470 imprese, se consideriamo il solo versante produttivo».

Sul fronte della multifunzionalità agricola la provincia di Brescia risulta la prima a livello regionale con oltre 240 aziende agrituristiche. «Mi piace sottolineare - ha continuato l'assessore - come proprio in due aziende bresciane siano attive soluzioni per risolvere quello che io ho definito il 'problemone” dell'agricoltura: i nitrati».

«Per fare agricoltura oggi servono risorse - ha ricordato De Capitani -. Regione Lombardia, oltre ai fondi 'europei' del Programma di sviluppo rurale (Psr) e della Pac (Politica agricola comune), ha destinato a Brescia e al suo territorio risorse proprie. Sul Psr ricordo che, quest'anno, abbiamo l'ultima occasione di un riorientamento delle risorse che le aziende lombarde hanno utilizzato, grazie al regolamento che consente un piccolo 'overbooking', per il 103% della disponibilità».

«Nel dettaglio - ha detto l'assessore -, dal 2008 ad oggi, per il Psr la provincia di Brescia ha ricevuto oltre 52,2 milioni di euro, mentre dalla Pac, nella passata legislatura, ne sono giunti circa 465. A queste risorse si sono aggiunte quelle della Regione che, negli scorsi cinque anni, sono state pari a 73,5 milioni di euro».

«L'agricoltura della provincia di Brescia - ha concluso De Capitani - vanta produzioni vitivinicole, agroalimentari e zootecniche di assoluta qualità, apprezzate in Italia e nel mondo, alle quali Regione Lombardia guarda come risorse preziose per l'economia e il prestigio del territorio bresciano e dell'intera Lombardia. Merita infine un cenno il ruolo di Ersaf, nell'ambito del parco tematico del Centro visitatori di Tignale, cui si aggiungono diversi bivacchi e rifugi alpini inseriti nel programma regionale 'Foreste da vivere', il cui gradimento è in costante crescita».

«Occorre che da Brescia parta un richiamo forte per superare le crepe di un sistema economico e sociale che ha ricadute negative anche sulle imprese agricole. I fenomeni della soccida, dell'abbandono dei territori e del ricambio generazionale si fanno sentire anche a Brescia». Lo ha detto il presidente dell'Unione Agricoltori di Brescia, Francesco Bettoni, nel suo intervento di stamani all'incontro dell'assessore regionale all'Agricoltura, Giulio De Capitani, con il mondo agricolo bresciano.

«Tra qualche tempo avremo l'opportunità di Expo 2015 - ha aggiunto - ed il mondo agricolo vuole essere coinvolto da protagonista. Il mondo apprezza i nostri prodotti e ha fame della nostra qualità: gli agricoltori vogliono essere protagonisti di politiche di sviluppo dell'export».

Con la visita a Brescia entra in dirittura d'arrivo il ‘tour' dell'assessore attraverso le province lombarde per prendere contatto con un settore primario che vede la Lombardia al vertice della graduatoria nazionale.

Bettoni ha consegnato all'assessore un documento con le 20 richieste sulle quali «l'Unione Provinciale Agricoltori è pronta a confrontarsi e portare come sempre il proprio contributo costruttivo affinché l'agricoltura sia fatta da imprenditori che vogliono mantenere la Lombardia ai vertici dell'agroalimentare mondiale e uscire da questa crisi ancora più forti».

Queste le istanze dell'Upa:
1.  rafforzare le misure messe in campo per sostenere la liquidità ed il credito allo sviluppo aziendale;

2. abbattere i costi di produzione utilizzando tutte le innovazioni e le applicazioni della ricerca che, come gli Ogm, possono migliore l'efficienza;

3. sviluppare la formazione e l'informatizzazione telematica delle campagne;

4. ridurre la burocrazia che oggi costa mediamente 15 mila euro all'anno per ogni azienda agricola bresciana;

5. rendere i controlli meno punitivi;

6. promuovere la nostra qualità all'estero in maniera razionale ed incisiva;

7. sviluppare intese di filiera e inserire non solo i nostri prodotti, ma gli stessi produttori nella distribuzione;

8. consentire alla aree svantaggiate di beneficiare di sgravi fiscali;

9. rendere il Piano di sviluppo rurale uno strumento concreto che supporta le aziende facilitando le erogazioni dei fondi;

10. scongiurare la regionalizzazione della Pac;

11. lo sviluppo infrastrutturale del territorio che renda competitivo il nostro sistema agroalimentare;

12. scongiurare l'applicazione di normative comunitarie penalizzanti come la direttiva nitrati e di benessere animale;

13. indirizzare maggiori risorse alla promozione;

14. razionalizzare la spesa nei confronti di enti efficienti ed efficaci e pagamento diretto alle aziende agricole per snellire le pratiche;

15. chiudere la partita quote latte e ragionare sul nuovo sistema organizzativo lattiero-caseario lombardo;

16. promuovere i distretti agroalimentari di qualità;

17. razionalizzare la creazione di parchi regionali preservando il principio della proprietà privata delle aziende agricole che esercitano la loro attività produttiva  e di tutela sul territorio e prevedere la presenza agricola nei Consigli di Amministrazione.

18. sviluppare il turismo rurale guardando ad Expo 2015;

19. incentivare la formazione e la informatizzazione;

20. sostenere il ricambio generazionale.