Paolo RomaniPaolo Romani ô stato nominato ministro dello Sviluppo economico dal presidente Repubblica, Giorgio Napolitano. Romani ha giurato al Quirinale, nelle mani del capo dello Stato, nella sala della Pendola. La cerimonia del giuramento è stata brevissima. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato alle 19:00 in punto insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e al viceministro Paolo Romani. Cinque minuti dopo è arrivato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme al segretario generale della presidenza della Repubblica e ai suoi consiglieri. Berlusconi ha sottoposto il decreto di nomina di Paolo Romani a ministro dello Sviluppo economico. Il segretario generale Marra ne ha dato lettura e il Capo dello Stato lo ha controfirmato. Quindi Romani ha letto la formula di rito del giuramento. Napolitano gli ha stretto la mano augurandogli ''buon lavoro''. La cerimonia si è conclusa cosi' e Napolitano ha congedato Berlusconi. L'incontro per la nomina del ministro non ha dato luogo a incontri e colloqui tra i due presidenti. Si è notato che la cerimonia è stata ridotta ad una ritualità essenziale dopo nem 150 giorni di attesa dopo le dimissioni di Scajola.
 
FINOCCHIARO: ROMANI ESPERTO DI COMUNICAZIONE, NON DI CRISI - «Dopo 150 giorni di ingiustificabile vacanza istituzionale, con la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico è finalmente terminato l'interim di Berlusconi. Romani è senz'altro un esperto di politiche della comunicazione, essendo stato editore, dirigente di Mediaset, poi uno dei principali autori della sciagurata legge Gasparri. Non credo, invece, si intenda molto di vertenze aziendali e di crisi d'impresa, ed è quindi improbabile che riesca a riparare i danni di cinque mesi di sostanziale assenza del governo nel periodo più acuto della crisi economica». Lo afferma in una nota la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro sottolineando che, «in compenso, la sua nomina rappresenta, anche simbolicamente, l'apice del conflitto di interessi proprio mentre sta per cominciare l'autunno del patriarca».
 
CASINI: AVREI PREFERITO CONFALONIERI - «'Avrei preferito Confalonieri: sia per la sua conoscenza del mondo dell'impresa, sia per la sua conoscenza del mondo televisivo.»' Lo ha dichiarato Pier Ferdinando Casini interpellato sulla nomina di Paolo Romani.
 
RONCHI: ROMANI SCELTA GIUSTA, NO CONFLITTO INTERESSI - «Una scelta giusta, che rafforza la solidità del governo». Così il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi, in un'intervista a Repubblica Tv, ha commentato la nomina di Romani. «Non vedo alcun conflitto di interessi», ha aggiunto Ronchi rispondendo a una domanda del giornalista.
 
ROTONDI: E' SCELTA DI ECCELLENZA - «Auguri al neo ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani che assume la guida di un dicastero prestigioso e un'eredità autorevole lasciata da Claudio Scajola. Quella di Romani è una scelta di eccellenza che premia un politico bravo, attento, scrupoloso. Saprà fare bene ed entra in un esecutivo che ha risolto tante emergenze e conseguito risultati importanti». Lo dichiara il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi.
 
EPIFANI: RISOLVA I 140 TAVOLI DI CRISI AL MINISTERO -Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, si aspetta che il neoministro Paolo Romani «risolva assolutamente i 140 tavoli di crisi che abbiamo aperto al Ministero, da Termini Imerese alla Fincantieri, a Tirrenia, alla Merloni» stati di crisi che, ha proseguito Epifani al termine dell'incontro con Confindustria e le altre parti sociali, «non hanno interlocuzione politica da molti mesi».
 
MARCEGAGLIA: SIA OPERATIVO IMMEDIATAMENTE -  «Siamo tutti soddisfatti di avere il nuovo ministro dello Sviluppo economico, gli facciamo un 'in bocca al lupo' e gli chiediamo di essere operativo immediatamente». Cosi' il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, commenta la nomina di Paolo Romani.
Il presidente della Repubblica e il neo ministro Romani