TRAPANI - Oltre 2 milioni di litri di vino, in parte inquinato da liquido refrigerante e in parte con acidità molto superiore al valore massimo consentito dalla legge, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza in una cantina cooperativa di Castellammare del Golfo (Trapani), che è stata pure sottoposta a sequestro per violazioni in materia ambientale.

Il presidente della società è stato denunciato per frode in commercio, per vari delitti colposi contro la salute pubblica e adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari. Il vino contaminato era già pronto per essere venduto, e l'intervento del Nucleo di Polizia Tributaria di Trapani, disposto dalla Procura della Repubblica, ha impedito che venisse immesso sul mercato.

Le analisi chimiche che hanno rivelato l'inquinamento del vino sono state eseguite dal laboratorio di Catania dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Dai controlli dei finanzieri assistititi da personale tecnico dell'Asp di Trapani e dell'Arpa Sicilia, è emerso inoltre che il ciclo produttivo della cantina si svolgeva senza utilizzare il previsto depuratore, presente nell'impianto ma da tempo non funzionante. I reflui liquidi altamente inquinanti derivanti dalla lavorazione delle uve, venivano convogliati direttamente nella rete fognaria, per poi defluire nel mare, dove nei giorni scorsi era stata notata una scia di colore rosso intenso.

Nella cantina sono state infine riscontrate gravi irregolarità igienico-sanitarie che secondo i finanzieri avrebbero potuto influire negativamente anche sulla conservazione del prodotto vinoso in giacenza.

Per la Coldiretti il commercio di vino adulterato con refrigerante colpisce gravemente un settore che dopo la grave crisi del metanolo ha saputo recuperare in un quarto di secolo grande credibilità grazie all'impegno dei produttori, diventando il simbolo del successo Made in Italy all'estero.

Il vino contaminato era già pronto per essere venduto, e l'intervento del Nucleo di Polizia Tributaria di Trapani, disposto dalla Procura della Repubblica ha impedito che venisse immesso sul mercato un prodotto potenzialmente a rischio per la salute.

La Coldiretti chiede tolleranza zero di fronte al ripetersi di questi fenomeni che mettono a rischio il lavoro di centinaia di migliaia di agricoltori impegnati a garantire la qualità a tavola. Il vino ha raggiunto oggi un fatturato di dieci miliardi di euro ed è il prodotto che maggiormente contribuisce all'export agroalimentare nazionale con un valore di 3,2 miliardi di euro  di bottiglie Made in italy consumate sui mercati esteri.

Al problema delle agromafie e ai danni che provocano ai produttori e consumatori sarà dedicata una apposita sessione dell'edizione 2010 del Forum internazionale dell'Agricoltura e dell'alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti, che si terrà a Villa d'Este a Cernobbio, sul lago di Como, dal 15 al 16 ottobre, con la presentazione delle anticipazioni sul primo Rapporto agromafie, alla quale interverranno Gian Maria Fara presidente Eurispes, Donato Ceglie, Magistrato e Raffaele Guariniello, Sostituto procuratore della repubblica del Tribunale di Torino.




Fonte: Agi