Giulio De CapitaniCOMO - Il giro di ascolto degli operatori del territorio da parte dell'assessore regionale all'Agricoltura Giulio De Capitani (nella foto) ha vissuto la decima tappa, questa mattina, a Como.

Erano presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali comaschi Dario Bianchi (vice presidente della Commissione Agricoltura), Gianluca Rinaldin e Luca Gaffuri, l'assessore all'Agricoltura della Provincia Ivano Polledrotti, che ha ricordato l'emergenza cinghiali e sollecitato la convocazione di un Tavolo, per il quale De Capitani ha dato la sua disponibilità (poiché il problema interessa diverse province), il sindaco di Como Stefano Bruni, che ha assicurato che il Pgt del capoluogo tutelerà il verde e l'agricoltura, il presidente della Comunità montana Lario Intelvese Oscar Gandola, l'assessore all'Agricoltura della Comunità montana Triangolo Lariano Alessio Colzani e il presidente del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate Mario Clerici.

«Nel panorama agricolo lombardo Como - ha esordito De Capitani - è una delle province meno note per la sua produzione agricola, eppure c'è e si fa valere, ben rappresentata da una zootecnia di montagna di primo livello, che assicura produzioni agroalimentari diversificate e di elevata qualità».
 
«L'agricoltura comasca - ha aggiunto De Capitani - è fortemente penalizzata da una crescente antropizzazione che ha via via diminuito la superficie utile coltivabile a circa 20mila ettari. Situazioni come questa mi inducono a spingere nella direzione del primo impegno preso come assessore e cioè la definizione di una legge di tutela del suolo agricolo sullo stile della legge regionale 12 del 2005 di salvaguardia del territorio».

«Il fascino del paesaggio comasco - ha continuato De Capitani - deve molto alla bellezza e all'armonia delle ville e dei giardini che si affacciano sullo specchio del lago di Como. Questa cura per il paesaggio e per il verde vive ancora nell'eccellenza del florovivaismo lariano, che si colloca al quarto posto in Lombardia con oltre 700 aziende attive nella filiera del verde. Meritano una citazione la Fondazione Minoprio di Vertemate, attiva dal 1962, la manifestazione Agrinatura e l'esperienza di Orticolario, che ha raccolto 185 espositori da tutto il mondo e 16.000 visitatori. Como - ha ricordato l'assessore - sta rilanciando, nell'Alto Lario la sua produzione vitivinicola e, in questo campo, trova una possibilità di collaborazione con la vicina sponda lecchese».

Altre realtà interessanti sono la trasformazione casearia e il miele. «In costante crescita - ha ricordato De Capitani - la richiesta per i prodotti della trasformazione casearia comasca, sotto il marchio del consorzio "Sapori di terra, sapori di lago": latteria, lariano d'alpeggio, lariano di capra, zincarlin e semuda. A questi prodotti vanno certamente aggiunti il miele, che conta oltre 10mila alveari, e, in rappresentanza del settore ittico, il Missoltino, ricercatissimo pesce di lago».

L'assessore De Capitani ha assicurato l'impegno della Regione per i marchi territoriali e i prodotti a "km zero" oltre al lavoro sull'informazione alimentare per i giovani, che entra nelle classi con il protocollo d'intesa Ministero-Regione "Scuola e cibo". «Per fare agricoltura - ha sottolineato De Capitani - oggi servono risorse. Regione Lombardia, oltre ai fondi "europei" del Programma di sviluppo rurale (Psr) e della Pac (Politica agricola comune), ha destinato a Como e al suo territorio risorse proprie. Sul Psr ricordo che, quest'anno, abbiamo l'ultima occasione di un riorientamento delle risorse e delle sue misure di azione».

«Nel dettaglio - ha detto l'assessore - dal 2008 ad oggi, per il Psr la provincia di Como ha ricevuto oltre 10,5 milioni di euro, mentre dalla Pac, nella passata legislatura, ne sono giunti circa 23,5. A queste risorse si sono aggiunte quelle della Regione che, nei passati cinque anni, sono state pari a 13 milioni di euro».

«L'agricoltura della provincia di Como - ha concluso De Capitani - è coinvolta nel "Grande Progetto Montagna", promosso dalla Direzione generale Agricoltura, attraverso il quale si intende valorizzare e dare adeguato sostegno al comparto agro-pastorale alpino, il cui ruolo risulta strategico per il nostro settore primario e per la tutela del cospicuo patrimonio boschivo della Lombardia».