Sicurezza alimentare, sequestrate a Bari 44 tonnellate di funghi avariati
I carabinieri del Nas di Bari, nel corso di un’ispezione, hanno posto sotto sequestrato giudiziario 700 fusti, pari a 44mila kg, di funghi in salamoia invasi da muffe e vermi. Il titolare dell’azienda conserviera è stato denunciato per aver importato alimenti in cattivo stato di conservazione
BARI - I carabinieri del Nas di Bari nel corso di un'operazione sulla sicurezza alimentare hanno sequestrato due interi container contenenti 700 fusti di funghi in salamoia. Il sequestro è stato effettuato in un'industria conserviera dove, a seguito di un'ispezione congiunta effettuata con personale dell'agenzia delle dogane, sono stati sottoposti a sequestro giudiziario 44mila kg circa di funghi in salamoia invasi da muffe e da vermi. Il titolare dell'azienda conserviera è stato denunciato all'Autorità giudiziaria per aver importato alimenti in cattivo stato di conservazione.«Il maxi sequestro di funghi in salamoia a Cerignola è l'ennesima dimostrazione di quanto sia determinante l'emanazione di una legge che renda obbligatoria l'indicazione dell'origine di tutti i prodotti agroalimentari, quale unica forma di tutela per i consumatori e per gli imprenditori del settore agroalimentare. Esprimiamo plauso per il lavoro svolto dai carabinieri del nucleo di Bari dei Nas che hanno scoperto ancora una volta prodotti in cattivo stato di conservazione, di provenienza dubbia e nocivi per la salute umana. Commercializzare e utilizzare nella ristorazione funghi cinesi proprio in Puglia, patria del fungo cardoncello, è realmente un paradosso». Ha commentato presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni.
«è divenuto improcrastinabile - afferma il direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - segnare una netta linea di demarcazione tra la filiera agricola italiana e quella estera d'importazione, indicando in maniera chiara e trasparente in etichetta tutti gli ingredienti che compongono i prodotti agroalimentari in vendita. Sono drammatici i numeri del mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio "made in Pugli", a danno dell'imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori».
Quasi 86 milioni di quintali di latte, cagliate ed altri derivati importati in Italia annualmente, di cui circa 1.600.000 provenienti soprattutto da Germania, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Slovenia e Francia, giungono direttamente ad oltre 50 aziende lattiero-casearie pugliesi. Oltre 1.700.000 tonnellate di grano duro entrate nel 2008 in Italia, di cui il 40% in Puglia; dal 1gennaio di quest'anno nei porti pugliesi sono già stati scaricati, al 30 giugno, oltre 4.000.000 quintali di grano duro. Circa 2.000.000 quintali di olio, quasi pari alla produzione regionale, importati ogni anno per essere miscelati con quello del nostro territorio, mentre sfuggono ad ogni possibile calcolo le importazioni di olio - non di oliva - che si trasformano nel prezioso oro pugliese, così come dimostrato dall'ottima attività investigativa del Ccmando Nas di Bari.Fonte: Agi

