Vino adulterato, cibo avariato, alimenti venduti oltre la scadenza, falsi prodotti Doc e Igp: la criminalità ha scelto il settore "food" come il business per vincere la crisi economia. La denuncia viene dal Movimento difesa del cittadino (Mdc) e da Legambiente, che hanno presentato alla stampa il sesto rapporto sulla sicurezza alimentare. Il sistema dei controlli funziona, ma la mancanza di prevenzione fa sì che il consumatore continui a rischiare grosso. Nel 2008 le frodi hanno portato a un boom di sequestri: solo i Nas, con 28 mila ispezioni, hanno tolto dal mercato 34 milioni di kg di prodotti, con un aumento del 142% rispetto all'anno precedente.

Il valore complessivo di tali sequestri ammonta a circa 160 milioni di euro, cioè il 32% in più del 2007. Le 37 mila ispezioni dell'Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti ha riguardato alimenti per 181 milioni di euro (172 milioni solo nel settore vinicolo), facendo segnare un rialzo del 642% rispetto all'anno precedente. Risultati preoccupanti anche dalle 157 controlli delle Capitanerie di porto, con il sequestro di 330mila chili di prodotti ittici, e dai circa 53mila interventi dell'Agenzia delle dogane, che hanno sequestrato oltre 1800 tonnellate di prodotti alimentari e carne. Il Corpo forestale ha effettuato 846 verifiche, emettendo 127 sanzioni, che si sono aggiunte al migliaio eseguite dai Carabinieri per le politiche agricole che hanno accertato circa 200 violazioni.

 L'elenco delle truffe e degli scandali contenuto nel rapporto è impressionante: vino all'acido cloridico, latte e farina di riso alla melamina, surgelati scaduti, pesce topo spacciato per merluzzo, olio di soia e girasole con aggiunte di betacarotene e clorofilla industriale venduto come extravergine di oliva. Infine il vino, fiore all'occhiello del made in Italy, sofisticato con zucchero, acido cloridico e solforico.

«I dati sono allarmanti - ha commentato Antonio Longo, presidente del Mdc - la salute dei consumatori è sempre più compromessa da sofisticazioni e contraffazioni. Il gran numero dei sequestri testimonia però l'impegno delel Forze dell'ordine a difendere i cittadini grazie ad operazioni sempre più mirate e anche all'aiuto delle nuove tecnologie. Il sistema di controllo si è consolidato e il possiamo dire con orgoglio che la certificazione di qualità è la migliore d'Europa e forse del mondo. Ma la situazione di illegalità peggiora: la criminalità ha scelto il settore alimentare come il business dei prossimi anni».

«L'aspetto priortario è la difesa della salute dei cittadini - ha aggiunto Francesco Ferrante, della segreteria nazionale di Legambiente - ma non bisogna anche sottovalutare l'aspetto economico: l'iniquità verso gli imprenditori onesti dell'agroalimentare mette a rischio il settore».

Codacons: Consumatori sempre più preoccupati
Secondo una analisi della Coldiretti quasi 2/3 degli italiani (il 64%) si difende dai rischi alimentari acquistando cibi locali che offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità, contro il rischio delle frodi. Per il Codacons il dato dimostra che il boom di sequestri dei Nas di questi ultimi mesi hanno giustamente allarmato i consumatori. Sapere che circolano in Italia mozzarelle alla diossina, insaccati con i vermi e formaggi avariati non può certo tranquillizzare.

 Per questo l'associazione nei giorni scorsi aveva chiesto di intensificare i controlli che in Italia, purtroppo, vengono effettuati in modo serio solo dai Nas. In particolare l'associazione si interrogava su cosa facessero le Asl ed i vigili urbani, che hanno numerose competenze in materia. Nei sequestri del mese di settembre, ad esempio, sono stati trovati ristoranti non solo con carenze igieniche ma addirittura senza le necessarie autorizzazioni sanitarie ed amministrative. Un segno evidente di quanto poco funzionino i controlli di comuni ed Asl.

Il Codacons chiede al ministro Sacconi e ai sottosegretari alla Salute, anche per tutelare il settore alimentare da truffe che, non solo danneggiano la salute dei consumatori ma creano miliardi di euro di danni a un comparto che fa da traino al made in Italy, di mandare ispettori presso le Asl, per accertare quanti controlli effettuino in un anno e quanto personale è preposto a questi accertamenti. Inoltre l'associazione chiede che ai responsabili di frodi alimentari sia impedito di poter tornare a operare in questo settore.

Cia: 9 italiani su 10 chiedono più sicurezza
Nove italiani su dieci chiedono più sicurezza a tavola e più controlli nel settore alimentare e misure efficaci per reprimere sofisticazioni e adulterazioni dei prodotti; mentre sette su dieci sono favorevoli ad un'etichetta "trasparente" che permetta di riconoscere la provenienza del prodotto. Non solo. Oltre il 65% dei nostri connazionali guarda di più alla qualità. è quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai risultati del sesto rapporto "Italia a tavola 2009", stilato dal Movimento difesa del cittadino e da Legambiente.

I dati contenuti nel rapporto dimostrano - avverte la Cia - che i controlli nel nostro Paese funzionano e che vanno, di conseguenza, mantenuti sempre molto rigorosi proprio per garantire al massimo i consumatori. I sequestri operati dalle autorità competenti nel 2008 - come emerge chiaro dal rapporto - conferma l'esigenza di colpire con la massima fermezza i "killer" della tavola: massima severità per chi sofistica e inquina il cibo, chi truffa e specula sulla salute pubblica. Bisogna contrastare con decisione l'adulterazione e la truffa nell'alimentazione. è necessaria "tolleranza zero" contro chi, attraverso azioni criminali, fraudolente e illegali, mette a repentaglio la vita dei cittadini e provoca gravi danni alla credibilità del settore agroalimentare italiano.

La sicurezza risulta, quindi, al primo posto nelle scelte alimentari degli italiani. Una tendenza che è stata rafforzata anche dagli ultimi scandali alimentari e dalle vicende che hanno riguardato i sequestri di prodotti "pericolosi" per la salute.

Luca Zaia: La lotta alle truffe riguarda tutto il Paese e tutti gli italiani
«La battaglia per la tutela e la difesa dell'ambiente riguarda tutto il Paese e tutti gli italiani. La lotta contro le truffe, le sofisticazioni e le adulterazioni è un momento indispensabile dello sforzo comune contro chi attenta all'ambiente». Queste le parole del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia a commento dei dati che emergono dal sesto rapporto sulla sicurezza alimentare, 'Italia a tavola 2009”, stilato da Movimento difesa del cittadino e Legambiente, che svela un vero e proprio boom di sequestri di cibi da parte delle Forze dell'ordine nel 2008.

«Ho visto che nel rapporto vengono tradotte in numeri tutte le operazioni compiute dalle forze dell'ordine e dalle istituzioni impegnate in queste delicate attività di contrasto. Da quando sono ministro ho potuto toccare con mano questi orrori alimentari. Le 222mila ispezioni effettuate dalle nostre forze dell'ordine sono un numero che deve far riflettere. Questi risultati non ci esimono dal proseguire con ancora maggiore rigore in un'iniziativa che se ben organizzata ci può permettere di recuperare dai 50 ai 70 miliardi di euro ai quali andrebbero aggiunte tutte le risorse non spese per guarire i danni che simili prodotti inevitabilmente arrecherebbero alla salute dei nostri cittadini».

«Ringraziamo Legambiente, il Movimento per la difesa del cittadino per l'attento rapporto, da cui si evince la politica che tutto il Governo sta portando avanti in difesa del made in Italy e della salute dei consumatori. Le nostre forze dell'ordine hanno una professionalità e una dedizione senza le quali i risultati di cui stiamo parlando non sarebbero possibili. L'aumento dei sequestri indica principalmente il fatto che ci sono sempre più controlli la cui efficacia mi pare fuori discussione».