Crisi per il settore dei cereali Costi superiori ai ricavi
Una profonda crisi, dopo quella che negli ultimi due anni ha avuto pesanti ricadute sui prezzi di pane e pasta, sta materializzandosi sui cereali. Il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni: Sono a rischio le semine. I cerealicoltori sono fuori mercato per i costi superiori ai ricavi
Una nuova profonda crisi, dopo quella che negli ultimi due anni ha avuto pesanti ricadute sui prezzi al consumo di pane e pasta, sta materializzandosi sul settore dei cereali. «Le quotazioni di mais e frumenti sono in caduta libera da giugno, mentre le importazioni dai Paesi terzi sono aumentate repentinamente a partire da luglio, mettendo in crisi i nostri cerealicoltori proprio a ridosso della raccolta del frumento - avverte Confagricoltura - sui mercati si registrano variazioni al ribasso del 5-7% su base mensile (agosto su luglio) e del 29-30% su base annua (agosto 2009 su agosto 2008).«In questa situazione - commenta il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni - sono a rischio le semine per la prossima campagna. Infatti i nostri cerealicoltori sono fuori mercato visto che i costi sono superiori ai ricavi».
Sono urgenti contromisure per fronteggiare questa preoccupante crisi e Confagricoltura ha definito una serie di proposte operative di immediata applicazione:
• varare una forma di aiuto nazionale allo stoccaggio privato per 'congelare”, almeno nel prossimo quadrimestre, un milione di tonnellate di mais e 500 mila tonnellate di frumento duro;
• intensificare i controlli igienico-sanitari alle frontiere sui cereali importati, contro il rischio di funghi e altri parassiti che possono provocare serie conseguenze alla salute.
• compensare con adeguati interventi finanziari, anche a livello regionale, i sempre più pesanti danni subiti dai maiscoltori a causa dell'infestazione da insetti (diabrotica e piralide);
• rendere effettivo l'anticipo dei pagamenti diretti della Pac già consentito dal recente regolamento comunitario n. 691/2009 pubblicato il 31 luglio scorso;
• puntare sullo strumento del contratto di filiera, approvandone il rifinanziamento ed estendo l'area ammissibile a tutto il territorio nazionale.
• incentivare l'utilizzo della produzione cerealicola da destinare a scopi non alimentari e in particolare di energia rinnovabile, diversificando così i canali di sbocco dell'offerta;
Su un'analisi di prospettiva Confagricoltura propone anche di:
• incentivare la ricerca scientifica e favorire l'introduzione di innovazioni per aumentare la competitività delle imprese nazionali;
• inserire tra gli strumenti della politica agricola comune una forma di assicurazione del reddito delle imprese che garantisca gli operatori in caso di crisi di mercato.
• riformare il sistema di rilevamento dei prezzi nell'ambito delle Borse Merci, con norme univoche sulla classificazione dei cereali.
«Confagricoltura - conclude il presidente Vecchioni al termine della Giunta confederale convocata per monitorizzare l'emergenza - affida questo un pacchetto concreto di misure di rilancio e tutela della cerealicoltura ai rappresentanti della politica e delle istituzioni perché si intervenga su una crisi che minaccia l'economia del Paese, incidendo su produzioni strategiche alla base di comparti fondamentali dell'agroalimentare made in Italy. Si parta dalla cerealicoltura per ripensare, con nuovo impegno, la politica agricola nazionale., nodale per la ripresa e lo sviluppo del Paese».
Cereali - variazione dei prezzi su base mensile e annua
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| Var. % mensile (agosto 2009 / luglio 2009) | Var. % annua (agosto 2009 / agosto 2008) |
| Frumento duro | -6,2% | -28,2% |
| Frumento tenero | -5,0% | -29,3% |
| Mais | -7,5% | -29,1% |
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