Inflazione nel settore alimentare Valore di crescita 6 volte sopra la media
La crescita dei prezzi degli alimentari dell'1,2% è senza alcuna giustificazione di 6 volte superiore al valore medio dell'inflazione (+0,2%) con lo scandaloso aumento del 2,3% dei vegetali freschi che sono pagati agli agricoltori su valori dimezzati rispetto allo scorso anno. Sotto accusa la Gdo
La crescita tendenziale dei prezzi degli alimentari dell'1,2% è senza alcuna giustificazione di 6 volte superiore al valore medio dell'inflazione (+0,2%) con lo scandaloso aumento del 2,3% dei vegetali freschi che sono pagati oggi agli agricoltori su valori dimezzati rispetto allo scorso anno. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati relativi all'inflazione nel mese di agosto pubblicati dall'Istat che evidenziano una ripresa su base annua dello 0,2%. I prezzi pagati agli agricoltori per i prodotti agricoli in campagna sono in forte calo per tutte le categorie e di conseguenza l'andamento crescente dei prezzi al consumo degli alimenti non è giustificabile se non con la presenza di manovre speculative. Per frutta e ortaggi le poche decine di centesimi pagate agli agricoltori si trasformano in euro sui banchi di vendita per la presenza di pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che danneggiano consumatori e imprese agricole alle quali vengono riconosciuti compensi che non coprono i costi.
Sotto accusa per la Coldiretti c'è la grande distribuzione organizzata, attraverso la quale transita la maggioranza della frutta e verdura italiana e che è stata oggetto anche di un intervento del Parlamento europeo secondo il quale tra i fattori che influenzano il meccanismo di trasmissione dei prezzi e il divario dei prezzi alla produzione e al consumo, vi è anche 'il comportamento commerciale degli operatori lungo la catena di approvvigionamento”. Una situazione che rende i prezzi al consumo per gli alimentari in media cinque volte più alti di quelli alla produzioni.
Il Parlamento esprime preoccupazione per i casi in cui la grande distribuzione sfrutta il suo potere di mercato attraverso 'termini di pagamento eccessivi, contributi per l'immissione nel listino e per lo spazio sugli scaffali, le minacce di escludere prodotti dalla vendita, gli sconti retroattivi su beni già venduti, i contributi ingiustificati alle spese pubblicitarie oppure l'insistenza sulla fornitura esclusiva” mentre suggerisce anche l'adozione di politiche che favoriscano un contatto più diretto tra consumatori e produttori locali come ad esempio, di promuovere aree destinate alla vendita diretta dei prodotti agricoli.
La relazione approvata dal Parlamento europeo sollecita l'apertura di un'indagine sulle concentrazioni di mercato e sui cartelli nel settore del commercio al dettaglio, nonché l'applicazione di sanzioni in caso di irregolarità. Il Parlamento suggerisce l'adozione di politiche che favoriscano un contatto più diretto tra consumatori e produttori locali come le vendite dirette degli agricoltori e i farmers market che grazie all'impegno della Coldiretti coinvolgono già in Italia oltre 60mila imprese agricole e centinaia di piccoli e grandi centri.

