PISA - Il carrello della spesa non abbassa i prezzi. La crisi dei consumi si riflette nelle tasche. Tocca tutta la filiera agroalimentare e non risparmia neanche la frutta e le verdure estive. Segna un -3% sulle colline sanminiatesi, in provincia di Pisa, la vendita di ortofrutta locale rispetto allo stesso periodo del 2008. Lo dicono gli ultimi dati della Confederazione italiana agricoltori della Provincia di Pisa, dai quali emerge chiaramente anche che i produttori agricoli hanno venduto ai prezzi del 2002, ma i consumatori quand'è andata bene, hanno pagato ai prezzi del 2008.

Il trend negativo generale è emerso chiaro a giugno quando anche le vendite di ciliegie e fragole hanno segnato una flessione. E prosegue oggi con la prima uva che viene acquistata agli agricoltori a pochi centesimi al chilo e rivenduta sui banchi a 2-2,50 euro al chilo. Ma tutta l'ortofrutta estiva sta subendo l'effetto della diminuzione dei consumi, delle importazioni massicce, scarsa competitività con le produzioni estere e regole di mercato penalizzanti.

Rispetto a al 2008 rincarano anche i prezzi di riso (+10%), uova (+6%), pane (+2%), carne bovina (+1%). La crisi dei campi quindi non si riflette sulle tasche dei consumatori a causa delle speculazioni del mercato. Il cerealicolo è in ginocchio ma il pane è ben oltre i 2,50 euro al chilo; la pasta di semola di grano duro ha perso 8,33% del prezzo, ma è salito invece il prezzo della pasta all'uovo (+5,2%).

Venendo alle tipicità locali: stabile il prezzo del pomodoro grinzoso samminiatese, ottimo in qualità e quantità, -50% invece di produzione per la "Tosca", la tipica patata santamariammontese (il prezzo, tuttavia, è invariato). «Il vero tracollo riguarda solo i campi - dice Stefano Berti, presidente della Cia di Pisa - Nel mese di giugno la flessione, rispetto all'analogo periodo del 2008, è stata pari al 16%, con punte del 34% per i cereali, del 23% per il settore vitivinicolo, del 22% per la frutta e del 21% per l'olio d'oliva».

Uno scenario aggravato - sottolinea la Cia - dai pesanti e crescenti costi produttivi e contributivi. «Obiettivo delle prossime iniziative della Cia - fanno notare i sanminiatesi Francesca Cupelli, segretaria dei giovani imprenditori agricoli della provincia di Pisa e Fabio Panchetti, vicepresidente della Cia - è di ricercare percorsi unitari e partecipati tesi a dare maggior forza al mondo della produzione agricola. Quindi promozione, innovazione, valorizzazione del settore, ma soprattutto un nuovo e più forte impulso attraverso un adeguato patto di filiera». Tappa obbligata, però, un tavolo di concertazione per prendere misure urgenti anticrisi. Una proposta lanciata da Berti e già accolta dall'assessore provinciale Sanavio.


Fonte: Agi