Adriana Poli Bortone«Non comprate i prodotti della Padania». L'appello è del presidente del movimento Io Sud, la senatrice Adriana Poli Bortone. «Se Bossi insiste con la cancellazione dell'Inno di Mameli e la divisione dell'Italia - ha sottolineato Poli Bortone - come presidente di Io Sud lancio l'appello a tutti i meridionali (quelli che vivono al Sud, ma anche a quanti vivono nel resto d'Italia) a non acquistare prodotti della Padania fino a quando non tornerà la ragionevolezza e quindi un'Italia federale all'interno di una Nazione unitaria».

«La mia personale conoscenza e stima dei popoli meridionali del nostro Paese è tale da non dubitare che le farneticazioni di Adriana Poli Bortone cadranno nello stesso vuoto che le ha generate. Invitare chiunque a non utilizzare i prodotti del Made in Italy è grave, ma è delirante se a farlo è un ex Ministro dell'agricoltura».

Luca ZaiaCon queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta la proposta della senatrice Adriana Poli Bortone di non comprare i prodotti del Made in Italy. «è pur vero che il suo mandato - ha aggiunto Zaia - è corso via senza che alcuno se ne avvedesse, ma era da augurarsi che un filo di responsabilità servisse a tenere insieme il pensiero debole della signora in questione».

«Sui prodotti degli agricoltori italiani, a Nord come a Sud, non si scherza: chi lo fa, se ne deve assumere tutta la responsabilità davanti all'intero comparto e davanti ai singoli produttori. Se poi il motivo di tanta presunzione è montare una polemicuzza male assortita e peggio informata, è evidente che la signora non sa quel che dice».

«La ricordiamo, unica nella maggioranza, a sostenere un voto negativo che riguardava il bene dell'agricoltura italiana. La ricorderemo, unica eletta nella maggioranza, ad auspicare il boicottaggio del Made in Italy. Siamo certi - ha concluso il Ministro - che una risata, dalle Madonie alle Dolomiti, sarà la risposta del mondo agricolo a tanta irresponsabilità».

«Ricorderemo la senatrice Poli Bortone come uno dei ministri che, dal 1987 al 2009, ha lasciato che la questione delle quote latte diventasse motivo di scherno della Comunità europea ai danni dell'Italia. Con l'aggiunta che, durante il suo mandato, ricco in quanto a potenzialità finanziarie dello Stato, avrebbe potuto e dovuto farsi portatrice di soluzioni efficaci. Evidentemente era distratta. Al punto da non comprendere, neanche 15 anni dopo, di cosa si sta parlando: il problema quote latte ha determinato un danno al Paese, cioè a tutti i cittadini, di quasi 4 mld di euro; ha provocato l'ingovernabilità del comparto; ha reso difficile fino al punto da diventare insostenibile il fare impresa e ha causato una debolezza strutturale del nostro Paese in tutte le trattative con i partner europei. Piuttosto che cianciare, la senatrice Poli Bortone dovrebbe vergognarsi».

«Ribadisco inoltre - ha aggiunto il Ministro - che invitare al boicottaggio del Made in Italy non è da meridionali, ma solo da irresponsabili. Né, una simile scellerata proposta, può portare alcun vantaggio alle regioni del sud, i cui problemi, evidentemente, alla Poli Bortone sembrano meno importanti dell'innescare polemiche vuote e di evidente matrice elettorale. L'unica attenuante è nel fatto che a farneticare sia una senatrice il cui voto sulle quote latte, espresso in perfetta solitudine, ha dimostrato il relativo peso politico».