Al G8 speranze e preoccupazioni delle ong per la fame nel mondo
Speranze e preoccupazioni dalle ong presenti al G8 all'annuncio dell'Aquila food security iniziative. Si tratta del piano pluriennale da 15 miliardi di dollari per lo sviluppo alimentare nei paesi poveri. Per Luca De Fraia della ong internazionale ActionAid: impegno economico insufficiente
L'AQUILA - Speranze ma anche preoccupazioni dalle ong presenti come osservatori al G8 dell'Aquila all'annuncio dell'Aquila food security iniziative. Si tratta del piano pluriennale da 15 miliardi di dollari per lo sviluppo alimentare nei paesi poveri annunciato già ieri dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che rilancia una proposta dell'amministrazione statunitense per la lotta contro la fame.L'accordo potrebbe concretizzarsi venerdì ed è ancora in fase di negoziato dal momento che le cifre da stanziare ancora non risultano nella bozza finale, che probabilmente coinvolgera anche Brasile, India, Cina, Messico, Sudafrica e Paesi africani. Da Luca De Fraia della ong internazionale ActionAid arriva una prima reazione critica: «Possiamo stimare che nei soli tre giorni del vertice, più di mezzo milione di persone si aggiungeranno a quelle che già soffrono di fame cronica. Riteniamo che l'impegno economico di 15 miliardi di dollari annunciati sia largamente insufficiente per dare una risposta concreta al problema della crescita esponenziale della fame».
De Fraia continua con una richiesta ai membri del G8 di correttezza e trasparenza «affinchè siano contabilizzate come contributo all'Aquila food security iniziative quelle risorse pubbliche effettivamente destinate alla lotta alla povertà».
è fondamentale secondo Sergio Marelli, direttore generale della federazione di ong Focsiv, che le somme concordate siano utilizzate per finanziare l'agricoltura familiare dei paesi poveri, l'unica che finora «si è dimostrata in grado di alimentare la popolazione, senza ricorrere a modelli di agricoltura industriale e all'impiego di organismi geneticamente modificatili».
Imprescindibile per le ong cattoliche che tali somme siano addizionali all'Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps), che esprimono perplessità per la proposta di affidare l'eventuale gestione di tali risorse alla Banca mondiale. L'ipotizzato stanziamento può essere un prima risposta concreta ed efficace all'aggravarsi della crisi alimentare secondo Francesco Petrelli, di Ucodep-Oxfam. A condizione però che siano «fondi 'freschi, cioè addizionali all'Aps di ogni paese, e siano erogati in tempi brevi e seguano un ordine di priorità efficace, cioè vadono verso paesi e obiettivi prioritari d'intervento».
Fonte: Agi

