Segnali positivi per i consumi interni Ma per la ripresa si attende l'estate
L'Indicatore dei consumi Confcommercio segnala a maggio una riduzione dello 0,3% in termini tendenziali e un decremento congiunturale dello 0,2%. La fase più negativa del ciclo sembra essere passata anche se si dovrà attendere la fine dell'estate per la ripresa dell'attività produttiva interna
ROMA - Dopo quattro mesi di variazioni congiunturali sostanzialmente nulle, il quadro di insieme, pur evidenziando il permanere di una situazione non favorevole, comincia a mostrare elementi del superamento della fase più negativa del ciclo anche se si dovrà attendere con tutta probabilità la fine dell'estate per scorgere segnali di un'adeguata ripresa della domanda e dell'attività produttiva interna: è quanto emerge dalle rilevazioni dell'Indicatore dei consumi Confcommercio (Icc) che segnala a maggio una riduzione dello 0,3% in termini tendenziali e un decremento congiunturale dello 0,2%.«Nel valutare questi dati - osserva tuttavia Confcommercio - è necessario usare estrema cautela, in quanto potrebbe trattarsi di rimbalzi tecnici che non preludono a un vero e proprio riavvio del sistema. In questo senso va letto l'andamento della media mobile a tre mesi dei volumi di beni e servizi compresi nell'Icc che segnala da marzo un'inversione della tendenza. Il miglioramento, di dimensioni non particolarmente accentuate non mostra con sufficiente chiarezza se si tratti di tentativi di recupero da parte delle famiglie di livelli di consumo destinati ad arrestarsi nel breve periodo in assenza di risorse adeguate, o se sia il preludio ad una fase decisamente più positiva della domanda».
Segnali di un contesto meno negativo rispetto ai mesi finali del 2008 e all'inizio del 2009 sembrano provenire anche dalle indagini sul clima di fiducia delle famiglie, che mostra, a giugno, un'ulteriore e moderata crescita. Dato a cui si è associato un contenuto miglioramento del clima di fiducia anche sul versante delle imprese manifatturiere e del commercio. Il superamento della fase più negativa della crisi sembra confermata anche dall'indagine rapida di Confindustria di giugno. La produzione industriale ha registrato una crescita dello 0,3% in termini congiunturali a cui si è associato anche un contenuto incremento degli ordinativi (+0,5%).
La contenuta riduzione registrata a maggio dall'Icc riflette una modesta riduzione della domanda sia per i beni che per i servizi. Solo per la mobilità e le comunicazioni il dato dell'ultimo mese mostra un miglioramento rispetto a maggio 2008. La dinamica dei prezzi al consumo, relativa al paniere dei beni e servizi che compongono l'Icc, ha evidenziato anche a maggio una contenuta flessione (-0,3%), evoluzione che ha interessato in misura esclusiva i beni.
A maggio la domanda per beni e servizi ricreativi ha registrato una moderata tendenza al ridimensionamento delle dinamiche negative (-0,8%) determinata da andamenti positivi della componente relativa ai giochi pubblici e all'acquisto di cd e di supporti per la registrazione di suoni e immagini. Per i servizi di ristorazione e d'alloggio, dopo il modesto rimbalzo di aprile dovuto allo sfasamento del periodo pasquale rispetto al 2008, si registra una flessione dei consumi delle famiglie (-1,2% in termini tendenziali) confermando il permanere di un andamento negativo per questo segmento dei consumi delle famiglie. La dinamica della domanda relativa ai beni e servizi per la mobilità ha mostrato, dopo l'arretramento di aprile, una tendenza al miglioramento in conseguenza di un andamento favorevole della domanda di autovetture da parte di persone fisiche.
Il dato di maggio, pur segnalando il permanere di una dinamica positiva per la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l'Ict domestico, conferma la tendenza al ridimensionamento dei tassi di crescita scesi da valori superiori al 10% della fine del 2008 al 2,5% dell'ultimo mese. A tale andamento ha contribuito sia una minor dinamicità della domanda di beni, che la flessione della componente relativa ai servizi. La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato a maggio, dopo un periodo non particolarmente favorevole, un modesto miglioramento (+2,1%), conseguenza della ripresa dei consumi di articoli farmaceutici e terapeutici. Gli acquisti di articoli d'abbigliamento e calzature evidenziano anche a maggio una flessione (-1,5%), dato che seppure meno negativo rispetto a quanto registrato nei mesi più recenti sottolinea il permanere di uno stato di difficoltà del settore.A maggio la domanda di beni e servizi per la casa ha subito un'ulteriore flessione delle quantità vendute (-2,1% in termini tendenziali). Il decremento sia pure di intensità meno elevata rispetto a quanto registrato negli ultimi mesi, conferma il persistere di una situazione critica per tutti i segmenti considerati nell'aggregato inclusi gli elettrodomestici. Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, si segnala un'ulteriore contrazione dei volumi acquistati (-1,3%).
Sotto il profilo congiunturale il deterioramento dello 0,2% è da ascriversi in misura particolarmente significativa alla componente relativa ai beni che segnala una flessione rispetto ad aprile dello 0,8%. Dall'analisi per macrocategorie di spesa emerge una significativa riduzione in termini della domanda per beni e servizi per la mobilità (-3,3%), conseguenza di una attenuazione della spinta proveniente dagli incentivi. Tra gli altri segmenti della domanda si segnala la contenuta crescita, per il secondo mese consecutivo, della spesa per alimentari, bevande e tabacchi, tendenza che non ha comunque permesso di recuperare quanto perso nei mesi più recenti.
Fonte: Agi

