Una bozza di disegno di legge sull'etichettatura obbligatoria dei prodotti alimentari, che, se approvata dal Consiglio regionale, diventerà una proposta di legge al Parlamento nazionale. La Regione Piemonte, in seguito alle numerose sollecitazioni pervenute dal territorio e agli impegni recentemente assunti dalla presidente Mercedes Bresso e dall'assessore all'Agricoltura Mino Taricco negli incontri con le organizzazioni di categoria, ha elaborato un testo che, in linea con le normative comunitarie e nazionali, richiede l'indicazione obbligatoria in etichetta della provenienza delle materie prime negli alimenti destinati al consumo umano, «in un'ottica di trasparenza e corretta informazione nel rapporto tra produttore e consumatore».

Il testo è composto da cinque articoli, con i quali si sancisce in via generale l'obbligo di indicazione in etichetta del luogo di origine dei prodotti primari commercializzati tal quali o utilizzati come ingredienti per la fabbricazione di alimenti semplici o composti destinati al commercio o alla somministrazione, si rinvia a successivi provvedimenti attuativi che dovranno contenere le modalità di indicazione dell'origine per singoli prodotti alimentari, si specificano le competenze per effettuare i controlli in ordine al puntuale rispetto delle prescrizioni introdotte, si stabilisce la disciplina sanzionatoria in caso di loro violazione, si prevede un periodo transitorio per consentire la commercializzazione dei prodotti già confezionati prima dell'entrata in vigore degli obblighi introdotti.

«Si tratta di esaltare valori positivi - commenta l'assessore Mino Taricco - quali la qualità organolettica e nutrizionale, il rispetto dell'ambiente, la sicurezza dei prodotti agricoli che, in ultima analisi, sottendono e concorrono alla difesa degli interessi economici del Made in Italy agroalimentare, la tutela del diritto dei consumatori alla trasparenza. Apporre sul prodotto alimentare - conclude - un'etichetta contenente tutti i dati informativi sulla provenienza della materia prima agricola risponde anche alla necessità di evidenziare l'origine territoriale del prodotto, legittima aspettativa dei produttori italiani che lamentano il diffuso utilizzo improprio delle indicazioni che si leggono su molte etichette, e l'altrettanto legittima aspettativa dei consumatori a cui deve essere assicurata la lealtà e la trasparenza delle informazioni relative al prodotto da acquistare».

Fonte: Agi