Donne romane tigri sotto l'ombrellone, pigre invece le milanesi. è solo una delle curiosità emerse da un sondaggio promosso dall'Accademia internazionale 'Stefano Benemeglio” delle discipline analogiche. Così d'estate l'amore made in Italy risulta essere più caldo al centro sud, dove le donne - oltre a prendere il sole - vorrebbero un po' di azione.

L'universo femminile a nord, invece, si dimostra più pigro; però - in contrapposizione - gli uomini meneghini a prendere il sole si annoiano e preferirebbero vacanze più movimentate. Sull'asse Roma-Milano uomini e donne hanno preferenze e abitudini molto diverse e gli amori diventano difficili non tanto per questioni di distanza geografica, quanto per il diverso approccio dei due sessi alla vita da spiaggia. Da nord a sud affiora un divario crescente tra le aspettative di lui e lei.

Secondo il sondaggio dell'Accademia internazionale 'Stefano Benemeglio” delle discipline analogiche: il 72% delle donne milanesi ama stare sotto il sole almeno 5 ore al giorno, mentre la questa percentuale si dimezza per le romane (34%), la maggiorparte delle quali (64%) ama prendere il sole dalle 3 alle 5 ore al giorno contro il 27% delle donne meneghine. Per lei prendere il sole è soprattutto una cura di bellezza per il 30% delle milanesi e per il 26% delle romane, ma c'è un divario nella percezione della tintarella come relax: lo è per il 45% delle donne capitoline contro il 68% di quelle di Milano.

E se per i romani di sesso maschile prendere il sole è soprattutto percepito come un modo per rilassarsi (50%), la tintarella vuole dire relax solo per un milanese su quattro. Solo un uomo capitolino su 3 si annoia a prendere il sole, contro il 63% dei milanesi che considera la spiaggia una perdita di tempo. L'Italia dell'amore appare dunque confusa, con uomini e donne perplessi o addirittura spiazzati dal comportamento dell'altro sesso.

«Le abitudini diverse di lui e di lei influiscono sulla percezione della vacanza durante la quale l'esigenza principale è quella di riposare ed è difficile farlo se non si riesce a comprendere il punto di vista dell'altro» spiega Stefano Benemeglio, presidente dell'Accademia internazionale delle discipline analogiche, onlus che si propone di contribuire allo sviluppo del potenziale umano del singolo individuo e al recupero della qualità della vita.