Vendita diretta in Lombardia. La carica di 6.500 aziende agricole
Dal workshop milanese organizzato dalla Regione Lombardia emerge che l’11% delle aziende agricole (circa 6.500) ha adottato forme di vendita diretta senza intermediari. Quasi la metà delle aziende sfrutta le occasioni di vendita offerte da sagre e feste di paese o a mercati misti di tipo rionale
MILANO - Oggi in Lombardia l'11% delle aziende agricole (circa 6.500) ha adottato forme di vendita diretta senza intermediari. Anche le dimensioni economiche sono già oggi rilevanti: la produzione agroalimentare venduta direttamente dalle aziende lombarde ha raggiunto circa 387 milioni di euro. Seppur spurio, tale valore rappresenta il 6% della produzione lorda vendibile regionale. Anche dal punto di vista della domanda, l'incidenza degli acquisti diretti delle famiglie lombarde sui consumi alimentari ha raggiunto l'1,7%, pari a una spesa media mensile di quasi 6 euro per nucleo familiare.
Questi alcuni dati scaturiti dal Workshop milanese della Regione Lombardia al quale hanno partecipato, tra gli altri, Giuliana Cornelio del settore agricolo della Regione, Sebastiano Forestale del ministero delle Politiche agricole, Marco Boschetti del Consorzio agrituristico mantovano, dirigenti dell'ANCI, della Coldiretti, della Confagricoltura, dell'Adiconsum.
Importante è stata la presentazione della ricerca, che ha analizzato le recenti evoluzioni della vendita diretta di prodotti agroalimentari, da parte di Nomisma secondo la quale la vendita diretta, per le aziende lombarde, è uno strumento importante poiché consente di dare stabilità al reddito (aspetto prioritario per il 40% delle imprese), di migliorare la performance aziendale grazie alla possibilità di spuntare prezzi più favorevoli (27%), di disporre di una maggiore liquidità (8%), e rappresenta un importante strumento di marketing e di promozione (17%).
In Lombardia diffusa è la vendita senza intermediari a 'negozi al dettaglio e supermercati locali” (44%) e a 'ristoranti e altri pubblici esercizi” (45%). Quasi la metà delle aziende sfrutta le occasioni di vendita offerte da sagre e feste di paese o a mercati misti di tipo rionale (13%).
La vendita diretta nei mercati degli agricoltori (oggi solo al 14% ma in forte ascesa) è in grado di rappresentare uno degli elementi per superare le difficoltà di accesso al mercato finale da sempre uno dei principali fattori di criticità per la capacità competitiva del sistema agricolo.
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