Rendere disponibile al pubblico su sito Internet i dati riguardanti le importazioni di latte e derivati lattiero caseari (soprattutto in riferimento a polveri di latte, concentrato proteico, caseine e cagliate) e rendere note le ditte di destinazione dei prodotti importati. é quanto ha chiesto la Coldiretti all'incontro al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali tra tutta la filiera del settore lattiero-caseario e il ministro Luca Zaia, nel sottolineare l'esigenza di rafforzare i controlli sulle importazioni dall'estero.

Si stima che, senza alcuna indicazione in etichetta, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. La speculazione sui prezzi si combatte con la trasparenza dell'informazione e per questo - ha precisato Coldiretti - è necessario estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte a lunga conservazione (UHT). Da parte della Coldiretti sono state individuate misure d'intervento per la filiera del latte e dei prodotti lattiero- caseari per il breve ed il lungo periodo. Nell'immediato, occorre attivare tutti i meccanismi previsti dell'organizzazione di mercato del latte per i formaggi duri italiani (Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Fiore sardo, Pecorino, Provolone ecc.).

Interventi per il contenimento dei costi e l'accesso al credito, ma anche controlli sulle importazioni di prodotti lattiero caseari e soprattutto pubblicità su internet delle ditte di destinazione delle importazioni di polvere di latte e cagliate dall'estero sono alcune delle misure che la Coldiretti chiede di attivare immediatamente. In Italia nell'ultimo anno sono arrivati 86 milioni di quintali di latte equivalente tra polveri, cagliate, formaggi, cisterne di latte liquido o confezionato.

Per garantire la veridicità del prodotto caseario, la Coldiretti chiede anche la mappatura mediante l'utilizzo di isotopi estesa a tutto il territorio nazionale mentre sul piano commerciale è necessario intervenire con norme per agevolare le imprese agricole all'accesso nella distribuzione tradizionale e organizzata, e alla partecipazione a bandi e gare d'appalto per favorire il consumo nelle mense pubbliche di latte e derivati. Facilitare lo sviluppo delle filiere corte dei prodotti lattiero caseari, mediante la vendita diretta presso i Farmer Market, distributori automatici e altro può peraltro assicurare nuovi sbocchi di mercato più remunerativi per gli allevatori, mentre sul piano organizzativo occorre una ridefinizione dei ruoli e delle regole dell'attività dei consorzi di tutela dei formaggi italiani.

Sul piano della contrattazione, la Coldiretti sostiene la proposta per l'identificazione e definizione degli indici di riferimento nella definizione con l'industria italiana di un prezzo di base del latte alla stalla con riguardo alle caratteristiche e ai prezzi dei prodotti caseari italiani, nonché dei costi di produzione sostenuti dalle imprese di allevamento.