Palermo, posta sotto sequestro una rivendita cinese
Chiuso nel capoluogo siciliano un negozio di alimentari gestito da una cinese. Formaggi, salumi e vari altri prodotti nei banchi freezer erano conservati in modo promiscuo e molti scaduti. Trovato anche un computer utilizzato dai gestori per la produzione di etichette adesive per alimenti
PALERMO - Poliziotti dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e personale del Nucleo operativo regionale del corpo forestale, hanno sequestrato a Palermo, in corso Tukory, una rivendita di alimentari gestita da una cinese di 49 anni, denunciata per frode nell'esercizio del commercio e di vendita di prodotti industriali con segni mendaci.La donna è risultata già indagata per reati contro la pubblica salute, ricettazione, introduzione nello Stato italiano di prodotti con segni mendaci e produzione di prodotti con segni falsi. Gli agenti hanno accertato che il locale fatiscente era composto da quattro vani e da uno sgabuzzino con un atrio dotato di aperture senza infissi.
Alla loro vista, la proprietaria ha tentato di nascondere alcune buste di plastica con dentro delle anatre selvatiche congelate. Nei banconi freezer c'era altra merce alimentare che appariva mal conservata. Alla richiesta di esibire la prevista documentazione sanitaria e le fatture di provenienza della merce, così da accertarne la tracciabilità, ha tentato di giustificarsi.
I cinque banconi surgelatori contenevano principalmente prodotti ittici, molti dei quali non confezionati o già aperti in precedenza, oltre a prodotti di tipo ortofrutticolo. Nel banco frigo per prodotti freschi c'erano, invece, formaggi, salumi e vari altri prodotti, conservati in modo promiscuo, molti scaduti. Trovato anche un computer utilizzato dai gestori dell'esercizio commerciale per la produzione di fustelli adesivi, indicanti tipo prodotto, data di produzione e scadenza successivamente applicati sui prodotti.

