Per la vostra e la nostra soddisfazione, per una curiosità che si vuole render conto delle possibilità concrete delle circostanze e anche per constatare se anche in campo culinario le 'leggende metropolitane” che circolano nel campo astrologico abbiano poi un riscontro nella effettiva realtà dei fatti, continuiamo il nostro 'salotto virtuale”, nel quale invitare e intervistare certi cuochi, per indagare le situazioni che trasferiscono nella pratica ciò che l'astrologia propone come una linea direttiva silenziosa ma indubbiamente articolata e potente. Abbiamo incontrato un particolarissimo cuoco del segno del Cancro, Piercarlo Ferralis (nella foto), di schietta matrice sarda.

Piercarlo FerralisCosa riportano i manuali di astrologia per il segno del Cancro? Dicono che i nati sotto questa specifica compagine zodiacale sono amanti della loro terra, sono molto legati al loro passato, sono capaci di trasmettere beni e situazioni che gli vengano tramandati dal ceppo familiare, sono affezionatissimi ai luoghi che li hanno visti nascere e hanno un legame molto forte con la tradizione. Beh, ci credereste che questo è proprio il ritratto rilevato pari pari dalle caratteristiche di fondo del nostra amico 44enne?

Piercarlo Ferralis è nato vicino a Bosa (Or), in Sardegna, e già da ragazzino frequentava con piacere le meravigliose vallate di ciliegi che popolavano i territori vicini e dove avrebbe aperto il ristorante Sa Cariasa, cioè 'la ciliegia”. Si tratta, ancora secondo la falsariga della sua appartenenza al segno del Cancro, di un vero e proprio figlio d'arte perché già il padre aveva iniziato ad occuparsi attivamente di gastronomia in maniera attiva, andando contro le usanze del luogo che vedevano la cucina come un regno esclusivamente femminile, e negli anni ‘50 da semplice garzone e con il consistente aiuto della sua ostinata bravura è riuscito a diventare un capocuoco che riusciva a servire 350 coperti al giorno.

Anche Piercarlo incomincia a bazzicare l'ambiente e a respirare i profumi delle preparazioni culinarie già da giovanissimo, ma ad un certo punto sceglie di fare altre esperienze diventando insegnante di Agraria per qualche anno. Il richiamo dei fornelli è comunque più forte, ed eccolo tornare nella sua Modalo, vicino all'amata Bosa, come aveva sognato da piccolo dapprima come coordinatore di un gruppo di giovanissimi imprenditori e poi gestendo finalmente il suo ristorante.

Naturalmente, da buon Cancro, segue un indirizzo gastronomico basato sulla tradizione, ma rivisitato dalla modernità. Mi spiega come le ricette prettamente tradizionali in vigore nei tempi passati tendevano alla conservazione dei prodotti alimentari. Si realizzava allora con l'aceto di malvasia, con la conservazione sotto sale e sott'olio che nei tempi passati andavano per la maggiore mentre invece ora, liberi come siamo da problemi cosi pratici e concreti, possiamo sbizzarrirci inserendo anche note più pregiate, prettamente riferite al valore del gusto nella preparazione dei piatti tipici, sardi e non sardi. Piercarlo Ferralis si occupa in prima persona degli approvvigionamenti e quotidiano è il suo rapporto con validi fornitori: naturalmente la sua è una cucina del territorio e della stagionalità, abbinando mare e campagna, funghi e frutti di mare, prodotti della terra con squisiti prodotti ittici.

E allora eccolo citare pietanze particolari: seppie con i funghi autunnali, e ancora i ravioli di mare che nel suo ristorante si preparano ogni mattina, i polpi e le patelle di stagione accompagnati dai carciofi sardi, violetti e spinosi, i primi conditi con zucchine e cozze, le frittelle di marzo composte da bianchetti impanati, la rana pescatrice con le uova mimosa cotte esattamente e rigorosamente per sette minuti. E poi l'amata e succulenta frittura che, evitando friggitrici elettriche e altre diavolerie della più avanzata modernità, viene cucinata in capaci pentoloni di ferro all'antica maniera, a ribadire una volta ancora che chi appartenga al Segno del Cancro ha un occhio rivolto al passato e uno a presente.

Al Sa Cariasa si confezionano anche tipici e tradizionali dolci della sua terra, rivisitati forse nelle proporzioni ma sempre e comunque addizionati al fantastico e assolutamente unico miele di matrice sarda, di preferenza dal miele di castagno non dolcissimo ma dal sapore che non si dimentica più. Ancora una volta viene rispettata la schietta matrice cancerina del soggetto che stiamo esaminando, del suo temperamento e delle sue scelte. Lo sapete che il segno dove è più importante il sapore dolce perché è dominato dalla Luna e da Venere è proprio il segno del Cancro?