Franco VerrascinaFranco Verrascina (nella foto) è il nuovo presidente nazionale della Confederazione produttori agricoli - Copagri. Lo ha eletto all'unanimità il congresso confederale chiusosi oggi a Roma. Vicepresidente vicario della Copagri è stato eletto Alessandro Ranaldi, mentre gli altri due vicepresidenti sono i confermati Giuseppino Santoianni e Mario Serpillo.

Franco Verrascina succede a Giovanni Aiuto al quale ha espresso stima e riconoscenza per l'impegno profuso durante gli anni della sua presidenza. Aiuto continuerà ad operare in Copagri, rappresentandola al Cnel.

Franco Verrascina, lucano, 52 anni, proviene da una lunga militanza nel mondo della rappresentanza dell'imprenditoria agricola ed in particolare nella Ugc, organizzazione costituente la Copagri, dove ha ricoperto negli anni '80 le cariche di presidente provinciale a Matera e regionale in Puglia, prima di entrare in presidenza nazionale e assumere la guida dell'organizzazione nel 2004. Sempre negli anni '80 è stato vicepresidente Unasco, Unione Nazionale nel settore olivicolo ed alla testa dell'Unace, Unione Nazionale del settore cerealicolo. Dal 2004 al 2009 ha guidato gli agricoltori europei aderenti all'Effat e ancora dal 2004 ha ricoperto la carica di vicepresidente, poi vicario, della Copagri della quale è appunto da oggi il nuovo presidente.

Ringraziando l'organizzazione per la fiducia accordatagli, Verrascina ha sottolineato «le grandi qualità della presidenza eletta», esprimendo «l'intento di volerla valorizzare al massimo attraverso un costante e compatto gioco di squadra». «Una volontà questa - ha detto il neo presidente della Copagri - che estenderemo all'intero gruppo dirigente confederale. Le sfide che ci attendono - ha aggiunto - richiedono un grande impegno comune ed una disponibilità senza riserve delle diverse, peculiari, competenze e capacita' a livello centrale e, soprattutto, nel territorio».

Zaia: Fare squadra per il bene dell'agricoltura
«Diciamo basta alla speculazione sui prodotti alimentari. Quando compriamo una t-shirt, facciamo attenzione, controlliamo quale azienda l'ha cucita e dove è stata prodotta. Lo stesso bisogna fare per i titoli in borsa: indagate e cercate di capire se dietro quel titolo c'è chi cerca di arricchirsi illegittimamente sul cibo, sul nutrimento delle persone. E se scoprite che è così, cambiate titolo. Il cibo non è una merce come un'altra, ma un valore che difenderemo con determinazione dalle speculazioni». Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia intervenendo al terzo Congresso nazionale di Copagri, tenutosi al Teatro Capranica di Roma. «In questi tempi difficili, Copagri ha saputo pensare all'agricoltura ed assumere posizioni coraggiose anche sulle quote latte. Non possiamo costringere i nostri produttori a competere con i costi di produzione di paesi come la Bulgaria o la Romania: sarebbe come costringerle a livellare al ribasso la qualità delle loro produzioni o a chiudere, molto semplicemente».

«Così come mi sembra evidente che nessun negoziato internazionale, a partire dal Wto, potrà mai convincerci che esistono solo due tipologie di vino: il bianco e il rosso». Il Ministro ha colto l'occasione per intervenire anche in merito a due questioni di grande attualità come l'obbligo di etichettatura dell'olio d'oliva stabilito dall'Unione europea, che entrerà in vigore il primo luglio prossimo, e l'articolo 68, che tante polemiche ha suscitato. «Per garantire la sicurezza e una corretta e doverosa informazione del consumatore non ci sarà, per le Regioni, alcuna deroga all'obbligo di etichettatura dell'olio d'oliva. Per quanto riguarda invece l'articolo 68, mi limito a constatare che i finanziamenti ottenuti in passato non sono sempre stati spesi e anzi spesso sono tornati al mittente. Oggi che sono stati ottenuti finanziamenti molto superiori, ci si accapiglia  dimenticando che se non ci fosse stata questa amministrazione non avremmo nulla di cui discutere e da criticare. è il momento di fare squadra. Non di discutere».