La politica agricola del Governo, e in particolare quella del ministro Luca Zaia, è finita sotto le contestazioni delle opposizioni e delle cooperative che criticano la gestione delle risorse destinate al settore agricolo. Per Gianpiero D'Alia (Udc) il sud è scippato di risorse a favore del nord, mentre per Nicodemo Oliverio (Pd) sul fondo di solidarietà ci sarebbero solo solo parole.

Gianpiero D'Alia«Il Governo ripensi e modifichi la penalizzante proposta di attuazione dell'articolo 68 del Regolamento Ce 73/2009 che, prevedendo una diversa ricollocazione delle risorse agricole, le sottrae agli agricoltori della Sicilia e del Sud per destinarle a quelli del Nord del Paese». è quanto si legge in un'interpellanza firmata dal capogruppo dell'Udc al Senato Gianpiero D'Alia (nella foto a destra) e rivolta al presidente del Consiglio e al ministro dell'Agricoltura.

«La proposta del ministero infatti - prosegue D'Alia - oltre ad essere di corto respiro e orientata a problemi settoriali più che a una visione d'insieme, comporterebbe uno scippo all'agricoltura siciliana che si aggira fra i 30 e i 40 milioni di euro. Gli agricoltori e gli allevatori siciliani, pur essendo tra i principali finanziatori del fondo per l'agricoltura, godrebbero quindi di benefici assolutamente marginali rispetto alle loro reali esigenze. Come già accaduto con le quote latte - aggiunge D'Alia - si penalizza una parte del Paese e se ne favorisce un'altra per assecondare i continui ricatti della Lega al Governo, sottraendo risorse europee fondamentali per il rilancio dell'agricoltura della Sicilia e di tutto il sud».

Nicodemo Oliverio«Sul Fondo di solidarietà nazionale agricolo il governo e la sua maggioranza fanno il gioco delle tre carte e il rifinanziamento continua a non arrivare». Così il capogruppo del Pd nella commissione Agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio (nella foto a sinistra), si rivolge al presidente della commissione Agricoltura di Montecitorio, Paolo Russo, per chiedere «un'audizione urgente del ministro Zaia per 'fare luce” sull'impegno del Presidente del Consiglio per risolvere la partita del Fondo di solidarietà nazionale».

«Sono ormai passati due mesi - sottolinea Oliverio - da quando Berlusconi intervenendo in occasione del Forum di Coldiretti ha assunto l'impegno formale a trovare le risorse necessarie per il Fondo. Da quel momento la comunicazione del Governo su questo tema è impazzita, tutti dichiarano, le smentite si ripetono, ma del Fondo restano solo promesse inevase. Insomma - conclude il capogruppo - mentre gli agricoltori sono alle prese con gli effetti di una crisi drammatica, aggravata anche da una serie di eventi di calamità naturale che mettono a serio rischio l'esistenza stessa di numerose aziende, il Governo sembra rispondere all'ordine del 'facite ammuina”: tutti si muovono e dichiarano ma di concreto non c'è neanche uno straccio di euro».

Le cooperative chiedono ammodernamento nel sistema dei finanziamenti alle imprese
«C'è bisogno di un ammodernamento e di una reale innovazione nel sistema delle norme di intervento pubblico nel settore agroalimentare. Occorre un vero e proprio cambio di marcia, che riteniamo possa essere compatibile con le pur ridotte finanze pubbliche». Questo l'appello espresso dai rappresentanti delle organizzazioni cooperative agricole nel corso di un'audizione in commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sul sistema di finanziamento delle imprese agricole. «Vogliamo evidenziare - si legge nel testo dell'audizione presentata alla Camera - che la questione dei tempi è decisiva e che occorre superare la lentezza esasperante che c'è nel nostro Paese sia per il funzionamento degli strumenti di finanziamento in vigore sia per riconoscere e analizzare i problemi su cui intervenire. Si corre il rischio che i provvedimenti siano di fatto superati dalla realtà».

In tema di finanziamento alle imprese agricole, le organizzazioni cooperative hanno tra l'altro messo in evidenza come lo strumento dei 'contratti di filiera”, già previsti dalla legislazione nazionale, siano al momento pressoché privi di dotazione finanziaria certa e non attivabili al Nord. Quanto al Fondo per la ristrutturazione di imprese in difficoltà, previsto dalla Ue e istituito nel nostro Paese nel 2005, nel testo in bozza del dm in corso di approvazione presso il ministero dello Sviluppo economico, i criteri previsti non consentono alle imprese agroalimentari di accedere alle risorse.

Alle Organizzazioni cooperative (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci-Agrital e Ascat-Unci) aderiscono circa 6mila cooperative, che hanno 866mila soci conferitori ed esprimono un fatturato di più di oltre 32 miliardi di euro, con più di 90mila addetti: sono i dati contenuti nell'ultimo rapporto dell'Osservatorio della cooperazione agricola istituito presso il Mipaaf nel nostro Paese. Complessivamente la cooperazione controlla il 35% della Plv (Produzione lorda vendibile) agricola e il 24% del fatturato totale del settore alimentare. In molti settori le cooperative sono leader: basti pensare che nella classifica delle prime 50 imprese agroalimentari italiane figurano 10 cooperative.