Avevamo chiesto un gesto forte al Consorzio: uno scatto di reni per restituire onorabilità alla bresaola. L'unico modo, come chiedono i consumatori, era quello di fare il nome dello sconsiderato produttore che ne ha fabbricata una partita usando carne avariata proveniente dall'Uruguay. Bresaola taroccata che non è mai andata in commercio, lo abbiamo più volte precisato, ma che comunque ha gettato un'ombra di dubbio che va al più presto dissolta. Per tutta risposta il Consorzio per la tutela del nome 'Bresaola della Valtellina”, attraverso l'avvocato Giulio Carrara (di cui di seguito pubblichiamo integralmente la lettera inviataci) ci accusa di aver arrecato danno all'immagine della bresaola, ci invita a rettificare le notizie definite 'errate, decettive, a tratti diffamatorie e comunque produttive di danno” e ci diffida dal 'pubblicare nuovamente notizie che possano comunque recare danno all'immagine del Consorzio”.

Premesso che 'Italia a Tavola” non si farà intimidire da nessuno e che l'unica regola che vale è quella della corretta informazione (da qui la scelta di pubblicare integralmente 'anche” la lettera del legale del Consorzio ai sensi dell'art. 8 della Legge 08.02.1948 n. 47), nel merito e nella sostanza respingiamo ogni accusa di aver diffamato il Consorzio o i produttori onesti di bresaola che sono, lo abbiamo scritto, l'assoluta maggioranza. E lo conferma il fatto che personalmente continuiamo a mangiare bresaola…

La richiesta di trasparenza per isolare l'unica azienda presa con le mani nel sacco era al contrario finalizzata proprio a questa necessità di salvaguardare il buon nome del Consorzio e dei produttori onesti.

In proposito non ci convince per nulla la lettera dell'avvocato Carrara dove getta fumo sul sequestro di questa partita in Valtellina. Noi, per prassi, restiamo fermi a quanto dichiarato ufficialmente dalla magistratura: 2,1 tonnellate di carne aviariata, già respinte da una prima azienda valtellinese, sarebbero finite in una seconda dove sarebbero state trasformate in bresaola poi sequestrata (se le informazioni dell'avvocato Carrara sono più precise, ne prendiamo atto, ma almeno al momento sembrano più sfumate rispetto alla posizione degli inquirenti).

Detto questo, il Consorzio rivendica giustamente il merito di questo blocco garantendo che comunque quella carne non sarebbe state messa in vendita col marchio Igp. E di questo non possiamo che prenderne atto positivamente, e ciò vale anche per i dubbi rispetto ad eventuali situazione pregresse. Ma proprio perché il Consorzio è certo del suo sistema di controllo e che, quindi, quella partita sequestrata non andava bene, non si capisce perché si dovrebbero aspettare altri controlli per fare il nome dell'azienda. E con l'odierna diffida ora non lo può fare nemmeno 'Italia a Tavola”...

Per concludere ricordiamo infine che il giudizio in assoluto più negativo su questa vicenda, non è frutto di un libero commento di 'Italia a Tavola” ma viene direttamente dal ministro Luca Zaia che il 21 maggio, come abbiamo riportato, a proposito del sequestro di carne avariata per fare bresaola parlava di «attentati che vengono indirizzati alla salute del consumatore: sono costretto a elencare l'ennesimo, deplorevole caso di vergognosa speculazione ai danni della salute dei consumatori … Questa operazione è un'ulteriore sconfitta subita da chi attenta alla salute a cui noi opponiamo controlli minuziosi che riportiamo alle autorità competenti. Ogni sequestro di cibo avariato, oltre al valore specifico serve da deterrente a vasto raggio e fa comprendere che nessuna tolleranza verrà mai adottata nei confronti di chi attenta alla salute dei cittadini… A dimostrazione della quantità e della pessima qualità di questi prodotti sto continuando a riempire il 'frigo degli orrori” che ha dentro tutte quelle porcherie che abbiamo sequestrato in questi mesi».

a.l.


Questa la lettera/diffida per conto del Consorzio
' Sondrio, 16 giugno 2009


Consorzio per la tutela del nome 'Bresaola della Valtellina”/Italia a Tavola

Formulo la presente in nome e per conto del Consorzio per la tutela del nome 'Bresaola della Valtellina”, in forza di procura rilasciatami dal legale rappresentante in carica, per comunicare quanto segue.

Deve ritenersi che gli articoli pubblicati dalla Vostra testata in data 22.05.2009 dal titolo 'Tuteliamo la bresaola sana. Il Consorzio deve isolare i disonesti. Subito” e 'Tonnellate di carne scaduta” sono certamente idonei, nel loro complesso, ad ingenerare nel pubblico il sospetto, se non l'errato convincimento, che sia stata immessa sul mercato una determinata quantità di Bresaola della Valtellina a marchio IGP prodotta con carni deteriorate.

Richiamando, in estrema sintesi, il comunicato già diffuso dal Consorzio in data 21.05.2009, sottolineo innanzitutto che:

- non è stata immessa sul mercato alcuna Bresaola della Valtellina a marchio IGP prodotta con carni avariate e, conseguentemente, i consumatori possono continuare ad acquistare con la massima fiducia il prodotto;

- la partita di carne avariata è stata posta sotto sequestro presso una azienda di Milano, ove era stata depositata dopo che una azienda valtellinese l'aveva respinta, in quanto ritenuta non idonea alla produzione di Bresaola della Valtellina a marchio IGP. Detta circostanza conferma l'assoluta serietà delle aziende produttrici facenti parte del Consorzio;

- sono in fase di attuazione i più opportuni controlli presso l'azienda consorziata ove è stata cautelativamente posta sotto sequestro una partita di carne proveniente dal fornitore di Milano.

Da quanto sopra emerge, comunque, l'assoluta efficacia del sistema dei controlli sia interni alle aziende di produzione che pubblici; in tal senso depone anche il comunicato stampa del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in persona del Ministro pro tempore dott. Luca Zaia, in cui si legge: ”La collaborazione con le autorità competenti da parte dei Consorzi di tutela, e i controlli da loro svolti, sono preziosissimi nell'attività di vigilanza delle nostre forze dell'ordine impegnate nella lotta alle frodi e alle falsificazioni alimentari. Voglio complimentarmi, in particolare, con il Consorzio di tutela della Bresaola della Valtellina IGP per aver scartato una partita di carne bovina di origine uruguayana, sequestrata poi dall'Icq perché avariata, e per aver segnalato il caso alle autorità competenti”, ed ancora, 'Dobbiamo fornire ai consumatori tutte le tutele possibili per garantire la salubrità dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole. E, in questo, un aiuto utilissimo arriva dai Consorzi, come nel caso di quello della Bresaola IGP, che svolgono un'importante funzione di sentinelle della qualità e della sicurezza” (è possibile leggere il testo integrale del comunicato sul sito internet del Ministero delle Politiche Agricole).

Inoltre, ad ulteriore conferma della assoluta qualità della Bresaola della Valtellina a marchio IGP, si rappresenta che i numerosi controlli qualitativi che vengono posti in essere in via continuativa durante le varie fasi della produzione garantiscono che il prodotto finale abbia le caratteristiche organolettiche, chimico-fisiche e merceologiche stabilite dal rigoroso disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP.

Pertanto, si può senz'altro ritenere che in virtù di tutti i rigorosi e sistematici controlli di cui si è sopra detto, non sarebbe stata comunque immessa sul mercato Bresaola della Valtellina a marchio IGP, prodotta in modo non conforme a quanto previsto nel disciplinare.

In ogni caso il Consorzio, qualora dai controlli posti in essere venisse accertato che l'azienda presso cui è stata cautelativamente sequestrata la carne proveniente dal fornitore di Milano abbia commesso infrazioni al disciplinare di produzione della Bresaola della Valtellina IGP, assumerà i più opportuni provvedimenti, anche in considerazione dell'esito delle verifiche condotte dall'Organismo di Controllo C.S.Q.A. Certificazioni s.r.l.

Deve pertanto ritenersi che l'articolo per primo citato contenga affermazioni gravemente errate e dal tono senz'altro diffamatorio, laddove, in assenza di accertamento definitivo da parte degli organi a ciò deputati (Magistratura in primis) di comportamenti non conformi alle vigenti normative, se effettivamente posti in essere, tra l'altro sostiene: … 'ma chi può garantire che quell'azione a delinquere non sia già stata compiuta in passato e, soprattutto, che non abbia coinvolto in precedenza anche altre aziende?” …; …”l'espulsione dell'azienda che ha compiuto questo reato contro il buon nome della bresaola e contro la salute pubblica (il reato è stato accertato)” … ed ancora … 'in attesa che qualcuno vada in carcere” … .

Il Consorzio per la tutela del nome Bresaola della Valtellina IGP, quindi, è in grado di garantire, e garantisce, l'assoluta eccellenza della Bresaola della Valtellina a marchio IGP, prodotto nei confronti del quale il consumatore può senz'altro continuare a nutrire la più ampia fiducia.

è evidente, quindi, che le notizie incautamente diffuse anche dalla Vostra testata hanno ingiustificatamente leso presso l'opinione pubblica l'immagine del prodotto Bresaola della Valtellina IGP tutelato dal Consorzio mio assistito, con ciò producendo grave danno al Consorzio, ai produttori consorziati ed all'intero comparto.

Tutto ciò premesso, rammentandoVi i doveri connessi al diritto di cronaca e consistenti in sintesi nell'assoluto rispetto dei presupposti della verità, della pertinenza e della continenza,

vi diffido

dal pubblicare nuovamente notizie che possano comunque recare danno all'immagine del Consorzio per la tutela del nome Bresaola della Valtellina IGP in assenza del più rigoroso rispetto di tutti i presupposti costituenti il diritto di cronaca, e

Vi invito

a rettificare, anche ai sensi e per gli effetti dell'art. 8 della Legge 08.02.1948 n. 47, le notizie errate, decettive, a tratti diffamatorie e comunque produttive di danno, da Voi già pubblicate.

Il Consorzio per la tutela del nome Bresaola della Valtellina IGP in ogni caso, mio tramite, formula ogni e più ampia riserva di agire nei Vostri confronti per la tutela della propria immagine e per il risarcimento di tutti i danni patiti e patiendi.

Restando a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, porgo distinti saluti.

Avv. Giulio Carrara
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