Galan vs Zaia, sull'emergenza trevigiana si riaccende lo scontro per la leadership
Fra il Governatore del Veneto e il suo ex vicepresidente, il ministro delle Politiche agricole, è ormai guerra aperta. Ultima occasione lo slittamento della dichiarazione dello stato di emergenza dopo la bufera nel Trevigiano. Per Zaia sarebbe colpa dei ritardi della Regione Veneto
Prosecco, quote latte, vertice del G8 ed ora anche la tromba d'aria nel trevigiano. Sembra proprio che fra il Governatore del Veneto, Giancarlo Galan, ed il suo ex vice, l'attuale ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, non ci possa più essere un argomento su cui essere d'accordo. Anzi ci sono solo pretesti per dirsene di tutti i colori. Eppure sono i due leader che, nella stessa maggioranza, si sono spartiti più o meno equamente quasi il 70% dei voti dei veneti. Ma forse è proprio questo il motivo: alla Lega guidata da Zaia (che sempre in più danno come il candidato del centrodestra alla carica di Governatore l'anno prossimo) non è bastato arrivare quasi ad un'incollatura dal Pdl: voleva superalo. Da qui il clima non certo idilliaco che non sembra destinato a migliorare visto che Galan almeno a oggi, non sembra affatto intenzionato a cedere la poltrona l suo ex vice ed attivissimo, e loquacissimo, ministro del governo Berlusconi.
L'uragano devastante che ha colpito nei giorni scorsi il Veneto è il nuovo motivo di scontro tra Galan ed il Ministro dell'Agricoltura Luca Zaia. «Il "vangelo" secondo Luca va bene, quasi sempre. E spesso c'è qualcosa in Luca che sa di apocrifo, cioè di non vero, di stravagante: io preferisco il "vangelo di Marco", che è quello vissuto e attuato dai tecnici e dai funzionari della Regione». è poi evidente, prosegue Galan, «che gli Evangelisti non vanno coinvolti nelle polemiche della politica. Il Luca di cui sopra è, in realtà, quel Luca Zaia che pur di occuparsi di tutto, di più e di altro ancora, quasi solo però all'interno della Marca trevigiana, corre il rischio di inciampare malamente. E il malo inciampo c'è stato».
Insomma, «la faccio breve - precisa Galan - Per quanto riguarda la tromba d'aria, ovvero l'uragano devastante di qualche giorno fa, Zaia ha percorso in solitaria una propria strada, senza mai cercare il necessario e dovuto raccordo con gli assessori e i dirigenti regionali. Se lo avesse fatto, avrebbe saputo che la Regione del Veneto si è attivata fin da subito, in piena collaborazione con le amministrazioni comunali e con la Provincia di Treviso. Ma soprattutto avrebbe saputo che la documentazione relativa alla dichiarazione dello stato di crisi è stata spedita alla Presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile nazionale fin da giovedì' 11 giugno». Dunque, «ci si è mossi con un'urgenza in grado di abbreviare anche i tempi dei passaggi tecnici e procedurali previsti in casi del genere», conclude Galan.
Secca e immediata la risposta del Ministro. «Sono allibito per la cattiveria che emana da una dichiarazione così inutile e dannosa. Intanto i fatti, che evidentemente Galan non conosce - attacca Zaia - venerdì' mattina, durante il Consiglio dei ministri, siamo stati informati che la discussione avviata su proposta mia e del Ministro Sacconi sarebbe stata rinviata perchè non erano arrivate dal Veneto le carte necessarie per poter dichiarare lo stato di emergenza per il trevigiano. Nel frattempo, come ovvio, abbiamo continuato a lavorare con l'obiettivo di far avanzare una procedura comunque complessa. Alle decine di giornalisti veneti, già autonomamente informati dei fatti, alla domanda su quale fosse lo stato dell'arte, ho risposto che proclamare lo stato di emergenza ora o fra una settimana non sarebbe cambiato nulla.
Ciò con la palese intenzione di non entrare in polemica con la Regione e di evitare illazioni comunque dannose. Certamente non devo essere io a stabilire che cosa sia accaduto. Trovo che Galan e i suoi consiglieri, che andrebbero di sicuro da lui redarguiti, abbiano perso l'ennesima occasione per stare zitti e non mettere in difficoltà il Presidente del Consiglio, il Sottosegretario alla Protezione civile, il Governo e il Veneto. All'esausto Presidente del Veneto consiglio, prima di leggere il Vangelo, di provare a mettere in pratica il suo comandamento più importante: non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te».
Se questo è il tono del confronto da qui alle prossime elezioni regionali ne vedremo delle belle, speriamo solo che non ne soffra l'agricoltura e veneta.

