Alto Salento, terra dalle mille risorse. Mix di agricoltura, ambiente e turismo
Viaggio alla scoperta di una Puglia dove, grazie al Gal Alto Salento, agricoltura, ambiente e turismo sanno interagire con i giusti equilibri. Partendo da Ostuni, nel brindisino, passando per altre quattro località, vi presentiamo uno scorcio del salentino inquadrato da un punto di vista nuovo
La Puglia è terra dalle mille risorse. Basta percorrere pochi chilometri per scoprire paesaggi diversi. Si passa da borghi arroccati dove la luce si riflette sugli imbiancati edifici a verdi ed infinite distese pianeggianti per poi arrivare al mare, azzurro, forse il simbolo principe di questa regione. Una vera e propria logica per visitare la Puglia non esiste: l'offerta è talmente ampia che forse basterebbe ragionare, egoisticamente, su ciò che più piace. Se si passa nel salentino e si arriva ad Ostuni (nella foto) si scopre che il Gruppo di azione locale Alto Salento, un organismo che ha come obiettivo la promozione dello sviluppo rurale, puntando sull'integrazione tra agricoltura, ambiente e turismo, ha saputo negli ultimi anni coordinare al meglio queste mille risorse.
Per raggiungere questi obiettivi il Gal Alto Salento, oggi presieduto da Cosimo Putignano e diretto da Carmelo Greco, si è avvalso di una serie di strumenti poco in uso nell'intervento pubblico tradizionale, sono le campagne informative, la mobilitazione e sensibilizzazione degli operatori e degli amministratori locali.
Il territorioPartiamo da Ostuni, la famosa città bianca, le cui spiagge anche quest'anno hanno fatto incetta di Bandiere blu e Vele per arrivare a San Michele Salentino, cittadina che ospita con orgoglio la Pinacoteca Salvatore Cavallo e che ha scelto recentemente di recuperare il suggestivo Borgo Ajeni, il cuore antico. Nelle vicinanze troviamo Ceglie Missapica che ha puntato la propria offerta turistica presentando percorsi rurali studiati su un territorio costellato da antiche masserie e ricco di ritrovamenti archeologici raccolti ed esposti nel Museo Comunale. A San Vito dei Normanni non si può tralasciare di visitare il centro storico con le sue chiese: particolarmente suggestive quelle di Santa Maria della Vittoria e la sconsacrata San Giovanni. Appena fuori val la pena di fermarsi alla cripta di San Biagio collocata al centro di un insediamento rupestre risalente al XII secolo. A Carovigno a farla da padrone è il Castello Dentice di Frasso (originariamente un castello feudale, ora proprietà della Provincia di Brindisi) nel cui cortile abbiamo assistito al suggestivo spettacolo degli sbandieratori e giullari di corte del 'Rione Castello”.
La natura
è proprio a Carovigno che troviamo Torre Guaceto che conferisce il nome all'omonima area marina protetta ed al parco naturale dello Stato. La natura, in questo angolo di Puglia, è praticamente rimasta incontaminata e gli enti preposti hanno saputo ben tutelarla. Qui la cooperativa Thalassia, al fianco di numerosi attori, si occupa dell'educazione ambientale e dell'ecoturismo. Ricco il calendario di eventi durante tutto l'anno e assolutamente da provare il tour in bicicletta alla scoperta di questi paesaggi.
In tavolaLa cucina dell'Alto Salento, come per gran parte della Puglia, è di territorio. Non potevamo di certo evitare di sperimentare dunque i piatti del ristorante Cibus di Ceglie Missapica le cui tradizioni culinarie sono ben difese dal patron Lillino Silibello. Tornando ad Ostuni ci imbattiamo nel ristorante Odissea della signora Tasselli che ha preso vita in quello che un tempo era un antico monastero.
Nel nostro viaggio alla scoperta di queste zone abbiamo incontrato numerose aziende locali. Si sono potuti degustare i vini delle cantine Tenute Rubino (che punta sulla produzione d'eccellenza), Cantine Due Palme (pluripremiata ai concorsi) e Consorzio Vini Produttori (che raggruppa 400 soci che si dedicano al prodotto principe del territorio, il Primitivo di Manduria) e provare i prodotti del pastificio Al Mattarello, i salumi dell'azienda agricola Errico Anna Tedesco, i latticini del Caseificio Lanzilotti (nella foto a destra a sinistra una dimostrazione) e i taralli o il biscotto cegliese (candidato al riconoscimento della Dop) del Forno Allegrini di Ceglie Messapica.
Come è risaputo la Puglia è anche patria dell'olio extra vergina d'oliva. Si contano milioni di olivi, alcuni secolari altri addirittura millenari (nella foto un esempio). Troviamo esempi di storia all'antica Masseria fortificata Brancati con frantoio ipogeo, in mezzo alla distesa millenaria piana degli ulivi di Ostuni, protetta da severe leggi fin dai tempi di Federico II di Svevia e al frantoio ipogeo Locopagliaro dell'azienda agrituristica Lamacavallo.

