La sicurezza alimentare è centrale nei comportamenti d'acquisto
Il tema della sicurezza alimentare europea al centro di un dibattito collegato al programma “La nuova sicurezza alimentare europea”, promosso dall’Ue e dallo Stato italiano e realizzato dai Consorzi Mela Alto Adige, Speck Alto Adige e Vini Doc Alto Adige in occasione della fiera TuttoFood di Milano
MILANO - Interessante e affollato l'incontro svoltosi mercoledì 10 giugno scorso a Milano per fare il punto - a un anno dal suo avvio - sul programma cofinanziato dall'Unione europea e dallo Stato Italiano 'La nuova sicurezza alimentare europea” e affidato per la sua realizzazione ai tre consorzi Mela Alto Adige, Speck Alto Adige e Vini doc Alto Adige. Il progetto prevede un investimento di 4 milioni di euro finalizzato a sviluppare azioni mirate al trader e al consumer in Italia, Germania, Polonia e Repubblica Ceca per abituare i consumatori a riconoscere nei marchi Igp e Doc una garanzia di origine e di tradizione in modo da difendere il patrimonio alimentare europeo dalla globalizzazzione delle imitazioni e delle contraffazioni. Necessaria premessa è creare una cultura delle specialità regionali all'interno dell'Unione europea. L'esperimento condotto attraverso i consorzi dell'Alto Adige è esemplificativo poiché unisce in un'azione sinergica tre tipologie di prodotti la cui qualità, riconoscibile dal gusto, è frutto di metodi di coltivazione tramandati di generazione in generazione. Dal convegno è emerso che, pur in una situazione di crisi come l'attuale, le scelte del consumatore sono rivolte alla ricerca del prodotto che offre maggiori garanzie di filiera e il miglior rapporto qualità /prezzo e non - nei limiti delle possibilità di ciascuno - del prezzo più basso in assoluto. Alla base di questa tendenza, che è innanzi tutto culturale, vi è la consapevolezza della profonda interconnessione tra qualità di ciò che si mangia e salute. è quindi emerso che pur in una fase 'delicata” come l'attuale è cresciuto il consumo dei prodotti garantiti da uno dei marchi di qualità europea. Quali le motivazioni? La risposta è stata data dai rappresentanti dei tre Consorzi che hanno illustrato l'attività più recente in termini di sicurezza alimentare.
Georg Koessler, direttore del Consorzio Mela Alto Adige (5.600 agricoltori del Consorzio delle cooperative ortofrutticole dell'Alto Adige, marchio 'Marlene”, circa 2mila produttori ortofrutticoli della Val Venosta - VI.P. - e le associazioni private Fruttunion Asta Frutta Alto Adige e Fos Asta Frutta Alto Adige) ha sottolineato come l'Alto Adige sia leader mondiale nella ricerca nel settore frutticolo per la quale si avvale della collaborazione del Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale di Lainburg e del Centro di Consulenza per la Fruttiviticoltura dell'Alto Adige. Il 95% dell'attuale produzione di Mela Alto Adige Igp segue le direttive della coltivazione integrata biologica che tutela la salubrità dei prodotti con la difesa fitosanitaria naturale condotta attraverso l'utilizzo di insetti utili come la coccinella contro gli afidi. Globalg.a.p., Ifs (International food standard), Iso 9001:2000 e Brc sono le certificazioni di cui oggi gode la Mela Alto Adige Igp che con una produzione annua di circa 950mila tonnellate rappresenta il 12% di quella europea.
Michael Desaler, assistente direzione del Consorzio tutela Speck Alto Adige, ha sottolineato come numerosissimi siano i controlli dell'Ineq (Istituto nord est qualità autorizzato dal ministero delle Politiche agricole a effettuare controlli di qualità dei prodotti della filiera suinicola). Solo nel 2008 sono state effettuate 1.516 visite e controllate 706.016 'baffe”, cioè il 28,3% delle circa 2,5 milioni prodotte (26 i produttori riconosciuti) rispettando il disciplinare che prevede ogni particolare a cominciare dalle cosce di suino: possono essere utilizzate solo quelle di fornitori che hanno accettato le regole del capitolato consortile. è da notare che per le confezioni sottovuoto o 'take away” non è possibile usare lo Speck Alto Adige Igp/Südtirol e che confezionamento, affettatura e porzionamento avvengono esclusivamente a Bolzano, provincia di produzione. Ha concluso il convegno Helmuth Zanotti, direttore del Consorzio Vini Doc Alto Adige (116 soci tra Cantine Cooperative che rappresentano il 70% della produzione e aziende private), sottolineando l'impegno dei produttori altoatesini verso una qualità sempre crescente che conservi un giusto rapporto qualità/prezzo. Attualmente gli ettari vitati sono 5.100 (rappresentano l'1% della produzione vinicola nazionale), ma con il 98% dei vigneti classificato come doc. La produzione annua è di 325mila ettolitri (pari a circa 40 milioni di bottiglie da ¾). I dati e le informazioni forniti dai tre Consorzi spiegano i motivi del successo del progetto e indicano la strada che i produttori europei devono seguire.

