Gheddafi e intercettazioni contano più della tutela del Made in Italy a tavola. Il Senato ha deciso di eliminare dal proprio calendario di attività la discussione del Ddl 1331 in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, in quanto meno prioritario rispetto ad altri temi all'ordine del giorno. Con il disegno di legge si intende rendere obbligatoria l'indicazione, nell'etichettatura dei prodotti alimentari immessi in commercio sul territorio italiano, del luogo d'origine della materia prima agricola utilizzata.

 Secondo Paolo Scarpa Bonazza Buora del Pdl e gli altri senatori che hanno proposto l'iniziativa, la tutela dell'interesse dei cittadini/consumatori a una completa e non ingannevole informazione circa la natura e le caratteristiche dei prodotti alimentari acquistati, nonché la difesa degli interessi economici del Made in Italy agroalimentare, devono realizzarsi con l'adozione di regole certe in materia di etichettatura di tali prodotti. Il mezzo più idoneo per soddisfare tale esigenza e prevenire pratiche commerciali fraudolente è, appunto, l'introduzione dell'obbligo di indicare nell'etichetta l'origine territoriale della componente agricola utilizzata nella preparazione e produzione dei prodotti.

Immediata la reazione di Coldiretti e Federconsumatori di fronte allo stop del Senato. «è gravissimo - ha commentato Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori - lo stop che il Senato ha imposto sul ddl relativo indicazione dell'origine nell'etichetta dei prodotti alimentari. Continuiamo a ritenere che la battaglia su questa informazione riguarda un diritto fondamentale per il cittadino».

«La metà dei formaggi e del latte a lunga conservazione venduti come italiani nel nostro Paese - ha dichiarato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - è realizzata con latte, polvere di latte e cagliate congelate provenienti dall'estero. Tutto questo il consumatore non è messo in condizione di saperlo. Una contraffazione legale che la legge sembrerebbe volere continuare a proteggere, come dire che le lobby vincono ancora sulla trasparenza e sul bisogno di una corretta informazione».

Passeranno almeno due settimane prima che il Ddl 1331 possa rientrare nel calendario delle attività dell'aula del Senato, cosa che potrà avvenire solo a partire dal 25 giugno prossimo. Dobbiamo solo sperare che il rinvio al 25 giugno non nasconda la volontà di portare avanti nuovi colpi di mano per avallare le direttive dell'Ue, come di recente è già accaduto per la questione dell'aranciata senza arance o per il rosé ottenuto dalla miscela di vini bianchi e rossi.

Netta la posizione della Coldiretti, che appoggia i contenuti del Ddl 1331, portando avanti la battaglia che negli ultimi anni l'ha vista scontrarsi con le direttive dell'Ue in materia di sicurezza e tutela nel settore agroalimentare. Con molta probabilità si dovrà attendere ancora molto tempo prima che le attività del Senato in materia riprendano: la Coldiretti ritiene, infatti, che sarà difficile che la discussione possa ripartire prima del mese di settembre.