TORINO - Champagne delle marche più note e prestigiose e superalcoolici venduti a prezzi ribassati grazie a una complessa frode fiscale transnazionale: è quanto ha scoperto il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Torino che ha arrestato 4 persone, mentre una risulta ancora latitante. Sono in tutto 14 gli indagati in Piemonte e Veneto. La frode era attuata attraverso quello che le Fiamme Gialle hanno definito un 'colossale giro di false fatturazioni', del quale le beneficiarie erano due ditte di distribuzione: la Young Importers Company di San Benigno Canavese (To) e la A.M. Spa di Rivoli (To), i cui titolari sono due delle persone arrestate, e cioè, rispettivamente, Massimo Bimbatti e Antonella Pietrocola. Gli inquirenti hanno calcolato che il danno erariale accertato ammonta ad almeno 200 milioni di euro, ma non si esclude che la somma possa essere più copiscua. Nei confronti delle persone coinvolte, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla frode, sono stati disposti sequestri preventivi dei conti correnti e dei beni di lusso risultati in loro possesso, e in particolare: 7 auto di grossa cilindrata e di marche prestigiose (Ferrari, Lamborghini, Porsche, Bmw - valgone da sole circa 1 milione di euro), 29 pellicce di pregio e valori mobiliari per circa 500 mila euro.

Si è in attesa che il Gip convalidi i sequestri. L'inchiesta è stata avviata a giugno 2008. La frode contestata è la cosiddetta 'frode a carosello', ma più sofisticata e su vasta scala, come ha sottolineato il Procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli. Si tratta di un sistema complesso di vendite simulate: una delle due società distributrice, una volta acquistati i beni, li vendeva all'estero (Spagna, Romania, Regno Unito) - ma solo sulla carta, di fatto i beni non si spostavano dall'Italia - a società compiacenti; poi, dopo lunghi giri, le bottiglie venivano rivendute all'Italia, dove passavano da società cartiere prima di tornare a una delle società distributrici, per il fisco indipendenti l'una dall'altro, ma che si è scoperto essere in contatto per l'attuazione della truffa.

Grazie alle normative Iva, questi giri consentivano di evadere le tasse e di portare i beni sugli scaffali dei supermercati a prezzi fortemente ribassati, anche più del 20% dei prezzi correnti. Caselli ha sottolineato ancora una volta l'importanza delle intercettazioni telefoniche per smascherare la frode 'intercettazioni che - ha detto - non sarebbero state autorizzate con il nuovo progetto di riformà.

Fonte: Agi