è quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea a marzo in occasione della divulgazione dei dati Istat sull'andamento dei prezzi alla produzione, che evidenzia peraltro gli 'scandalosi andamenti al consumo della pasta che registra un aumento del 11% nonostante si sia verificato un dimezzamento delle quotazioni del grano”  sul quale hanno indagato l'antitrust e Mister prezzi.

Le tendenze registrate in campagna non si sono trasferite al consumo dove i prezzi per l'alimentare secondo l'Istat continuano ad aumentare su base annua ad un tasso del 3% è quasi il triplo di quello dell'inflazione media dell'1,2%. Un differenziale che è costato agli italiani 300 milioni di euro in un solo mese che sono il risultato di inefficienze e speculazioni. Gli italiani spendono 205 miliardi all'anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19% della spesa familiare ed è quindi necessario - precisa la Coldiretti - interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica. L'aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo - sottolinea la Coldiretti - conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, che danneggiano imprese agricole e consumatori.

Il crollo delle quotazioni in campagna si registra sia per le produzioni vegetali (-15,8%) che per quelle derivate dall'allevamento (-5,2%) ma il record della riduzione si è verificato per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 46,4% rispetto allo scorso anno a marzo. Un forte calo delle quotazioni alla produzione si è registrato anche per vini e oli di oliva che, su base annua, hanno fatto segnare in campagna drammatiche riduzioni, rispettivamente, del 26,2% e del 24,6%. Una flessione rilevante tra i prodotti di allevamento è accusata dal latte (-11,1%) e dai suini (-9,4%).

L'aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, che danneggiano imprese agricole e consumatori. I prezzi aumentano quindi in media quasi cinque volte dal campo alla tavola e esistono dunque ampi margini da recuperare, con più efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica. è necessario quindi riorganizzare le filiere agroalimentari con un forte investimento su consorzi agrari e sulle cooperative che sono il perno sul quale ruota il progetto della Coldiretti per una filiera tutta agricola, tutta italiana e firmata dagli agricoltori.