Tempi duri per i pani tipici Non vanno più michette e rosette
I consumatori, soprattutto i giovani, preferiscono il pane morbido, integrale o condito. Lo segnala la Federazione italiana panificatori (Fippa) che nella giornata della Festa nazionale del pane fresco ha fatto il punto sulle nuove tendenze nel consumo di pane. Il fornaio resta simbolo di qualità
Nel 2009 i pani tradizionali hanno ceduto lo scettro al pane morbido. «Le motivazioni principali - spiega Luca Vecchiato, presidente della Fippa - sono legate alla praticità e alla lunga durata. Pane arabo, panini al latte, pane in cassetta artigianale, pronti per essere tostati, scaldati e farciti hanno la meglio a fronte di un'usabilità più alta» .La Fippa riscontra un'omologazione del gusto che coinvolge sempre di più i giovani under 30, orientati verso un pane che possa conservarsi per più giorni, ma anche verso le piccole pezzature, comode per una veloce pausa pranzo.
Di tutt'altro tenore la scelta dei target alti che, oltre a privilegiare la tipicità, rivolgono sempre maggior attenzione verso i 'pani gioiello” come pane integrale, multicereali, al sesamo, bottoncini alle noci e uvette o focaccine alle olive. Tra i pani da farcire, ritorna il boom della ciabatta, gustosa e fragrante, che già aveva sorpassato la michetta negli anni Ottanta, imponendosi come pane popolare per eccellenza.
Da una ricognizione della Federazione sui forni è già la preferita nelle città italiane (come Parma, Aosta, Nuoro, Savona, Brescia), tanto da sorpassare il pane Carasau in Sardegna, i tradizionali libretti a Savona e la lingua di suocera a Alessandria. Solo nei forni romani si affianca alla rosetta, che continua a essere la più acquistata. A fare eccezione anche la Puglia, dove si conferma leader la produzione a base di semola di grano duro, la città di Napoli con la cocchia e Ascoli Piceno, con il suo filone casareccio. Inoltre secondo un'indagine condotta da Swg la maggioranza dei consumatori acquista il pane nei forni artigianali e l'89% dei consumatori percepisce l'acquisto dal fornaio come una garanzia di qualità. Su 1000 intervistati, il 57% percepisce utile la possibilità di consumare direttamente all'interno del panificio.
Acquistare i prodotti salati di focacceria freschi, conviene sicuramente per 89% del campione e fa risparmiare chi è costretto a mangiare fuori casa per il 69%. Dai dati Swg emerge infatti che, oltre al pane, il 67% del campione acquista presso il panificio anche altri prodotti da forno. Tra questi vanno per la maggiore foccacce, pizze e prodotti di pasticceria.
Fonte: Agi

