Polli, tacchini ed uova di nuovo sulle tavole degli italiani
L'anno scorso sono cresciuti del 4,5% i consumi di carni avicole. In leggero aumento anche la produzione di uova. 5.300 milioni di euro di fatturato per il settore (1.450 milioni solo per le uova). La ripresa avviatasi nel 2007 si è ormai consolidata. Il 64% della carne è comprata già sezionata
Il pollo, il tacchino e le uova si confermano al centro dell'alimentazione degli italiani. Lo dicono i numeri relativi all'annata avicola 2008 diffusi dall'Unione nazionale dell'avicoltura. Per l'industria avicola italiana, il 2008 è stato dunque un anno positivo. Sono aumentate infatti, la produzione e il consumo di carni avicole, rispettivamente del 4,5% e 4,7%. In crescita anche il consumo medio per abitante di carni di pollame, ora a quota kg. 18,88 (più ben 840 grammi rispetto al 2007). Aumenta anche la produzione di uova, che sale dello 0,9%, mentre è stabile invece il consumo pro capite, che resta invariato (n. 224) rispetto all'anno precedente. Il fatturato del settore ha raggiunto i 5.300 milioni di euro (3.850 milioni di euro per le carni e 1.450 milioni di euro per le uova).
«La ripresa del settore avicolo, consolidatasi nel corso 2007, è proseguita anche nel 2008 - commenta Aldo Muraro, presidente dell'Unione nazionale dell'avicoltura, la più importante organizzazione italiana di produttori del settore.
Oggi l'avicoltura italiana raccoglie i frutti del lavoro svolto in difesa della qualità, della sicurezza e dell'economicità dei prodotti avicoli e i consumatori italiani lo confermano scegliendo i prodotti avicoli e rimettendoli al centro della loro alimentazione. Sicuramente, alcune iniziative come la campagna di informazione sulle carni avicole finanziata dall'Unione europea e dallo Stato italiano e realizzata dall'Una, iniziata ad ottobre 2007, ha svolto un ruolo importante nel consolidare la fiducia degli italiani verso l'eccellenza delle carni avicole italiane ed europee.
La produzione nazionale di carni di pollame, nell'anno 2008, ha toccato quota 1.174.000 tonnellate (+4,5 rispetto al 2007). Nel dettaglio, spicca l'aumento del 5,8 della produzione di carne di pollo (713.100 tonn.). Cresce anche la produzione di tacchino, in crescita del 3,5% (300.500 tonn.). Sale anche la produzione di carne di gallina, +2,1% rispetto al 2007 (86.100 tonn.).
Positivo il bilancio per quanto riguarda i consumi totali di carni avicole, pari a 1.095.200 tonnellate (+4,7% rispetto al 2007). Il consumo medio per abitante è di 18,88 Kg (contro i 18,04 del 2007 ed i 17,07 del 2006). Nella hit parade delle carni preferite, si conferma al primo posto quella di pollo con Kg 11,77 per abitante, (Kg 11,12 nel 2007), mentre il tacchino si piazza al secondo posto con Kg 4,31 (Kg 4,13 nel 2007).
I consumi dei vari tagli del pollo si ripartiscono così: 15% di prodotto intero, 64% sotto forma di parti sezionate (petti, cosce, ecc.), 21% sotto forma di prodotti elaborati (pollo ripieno o completato con odori o contorni, spiedini, hamburger, salsicce, involtini, ecc.) e trasformati (wurstel, arrosti, cotolette, polpette, ecc). Per la carne di tacchino: 2% di intero (in particolare in occasione delle festività natalizie), 79% di parti sezionate (fesa, cosce, sovraccosce, ossobuco, ecc.), 19% sotto forma di prodotti elaborati e trasformati (fesa arrosto, wurstel, etc.).
Per quanto riguarda le uova, nel 2008 ne sono state prodotte 12 miliardi e 952 milioni contro i 12 miliardi e 836 milioni del 2007 (+0,94%). Il consumo totale di uova è risultato stabile, pari a 12 miliardi e 991,5 milioni di uova, contro i 13 miliardi e 24 milioni del 2007 (-0,2%). Sono proprio le famiglie quelle che hanno acquistato la quota maggioritaria (il 62%), pari a 150 uova.
Il dato conferma che gli italiani apprezzano un alimento come l'uovo, che ha un alto valore biologico, ed è estremamente versatile, in quanto si presta alle più diverse preparazioni gastronomiche, ed è sopratutto alla portata di tutte le tasche. Le restanti 74 uova, sono state consumate sotto forma di pasta, dolci e preparazioni alimentari varie.
Negativo, invece, il quadro sul fronte della redditività, specie per le carni di pollame. All'aumento dei costi di produzione - fortemente condizionati dall'impennata del prezzo delle materie prime cerealicole e della soia (che costituiscono oltre il 90% della razione alimentare del pollame) - non ha corrisposto un analogo incremento dei prezzi, che risentono anche di un lieve squilibrio fra domanda e offerta. è interessante, inoltre, notare come dall'inizio del terzo millennio ad oggi il fatturato del settore - tenuto conto del tasso cumulato di inflazione 2000/2008 (pari al 19,71%) - sia rimasto sostanzialmente invariato. Il pollame e le uova continuano cioè a pesare sulla spesa alimentare degli italiani la stessa cifra dell'anno 2000 nonostante gli aumenti dei costi che i produttori hanno subito a seguito dell'introduzione dell'euro e dei rincari delle materie prime cerealicole e dell'energia. Positive infine le previsioni per il 2009: negli ultimi mesi del 2008, grazie all'abbondanza dei raccolti, sono calati i prezzi delle materie prime agricole.
Anche se permangono le cause strutturali dell'aumento dei prezzi - la crescita della domanda mondiale di prodotti alimentari, il calo della produttività delle colture per uso alimentare - nei prossimi mesi potrebbe registrarsi un calo dei costi di produzione anche del pollame e delle uova. Considerato che, sulla scorta dei dati disponibili, le produzioni avicole nazionali dovrebbero assestarsi su valori molto prossimi a quelli del 2008, sembra ragionevole guardare con ottimismo al prossimo futuro.

