Guerra Coldiretti-Confcommercio Dopo la pizza, tocca al prosciutto
Le due organizzazioni si accusano di scarsa attenzione al consumatore. Per gli agricoltori quasi due prosciutti su 3 venduti in Italia sono stranieri, ma sarebbero venduti come italiani. Sono ben 56milioni le cosce di maiale importante, contro i 25milioni di quelle allevate nel nostro Paese
Prima la pizza, ora il prosciutto. Dopo la Fipe (esercizi pubblici) e la Fida (dettaglianti alimentari). Si fanno sempre più tesi i rapporti fra la Coldiretti, che tutela gli interessi dei produttori agricoli, la Confcommercio (interessata a quelli dei commercianti). Alzando il tono della polemica, stavolta la Coldiretti contesta ai commercianti di non preoccuparsi di quanto viene venduto nei negozi di generi alimentari.
Il casus belli è quello dei prosciutti. Le statistiche ufficiali dicono che solo il 32%per cento dei prosciutti offerti in Italia proviene da maiali italiani, ma la Fida Confcommercio afferma che 'oltre il 90% dei prosciutti venduti sono dichiarati italiani”. Ce n'é abbastanza perchè in una nota la Coldiretti affermi senza mezzi termini che «oltre la metà (58%, ossia il 90% meno il 32%...) dei prosciutti nei negozi e nei supermercati vengono 'spacciati” per italiani senza esserlo, all'insaputa dei consumatori». Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini (nella foto a destra), chiama direttamente in causa il presidente della Fida Confcommercio, Dino Abbascià, e sottolinea che «ora è chiaro che fine fanno le 56 milioni di cosce di prosciutto straniere importate in Italia nel 2008 tenuto conto che dagli allevamenti italiani vengono prodotte cosce per soli 25 milioni di prosciutti all'anno e le esportazioni sono di circa 6 milioni».
«La realtà è che purtroppo - conclude Marini - prosciutti ottenuti da maiali stranieri vengono normalmente venduti a molti consumatori convinti di acquistare un prodotto proveniente da maiali italiani anche nei negozi e nei supermercati della Fida Confcommercio che ci auguriamo si impegni per farlo sapere diffusamente, invece di criticare chi vuole fare informazione onesta ai cittadini».
In precedenza il presidente della Fida, Dino Abbascià (nella foto a sinistra), aveva sottolineato che «in un periodo di crisi come quello attuale, dove le associazioni degli imprenditori, il Governo, gli enti locali cercano di riportare la fiducia dei consumatori a livelli adeguati, Coldiretti continua invece la propria personale battaglia contro il commercio italiano. E le affermazioni relative alla provenienza estera di due prosciutti su tre venduti nei supermercati italiani - ha aggiunto Abbascià - denotano non solo ignoranza circa le reali dinamiche del settore e scarsa considerazione delle imprese al dettaglio operanti sul mercato, ma anche poca stima nella capacità del consumatore di valutare ciò che il mercato offre».
«Non abbiamo timore - prosegue Abbascià - nel dichiarare che nei negozi di vicinato e nei supermercati della distribuzione organizzata che rappresentiamo, oltre il 90% dei prosciutti venduti è italiano al 100%. Come sempre Coldiretti alimenta una guerra tra poveri per cercare di guadagnare quote di mercato con la vendita diretta, attraverso scorciatoie poco lusinghiere soprattutto per chi le usa. Anziché fare marketing attraverso la competenza e l'efficienza che contraddistingue il nostro mondo, utilizza la demonizzazione di tanti operatori seri che, a differenza degli agricoltori, hanno sempre dovuto sudare ogni centesimo, non potendo contare su nessun aiuto di Stato».

