Allevatori in piazza in tutta Italia per difendere il Made in Italy
Decine di migliaia di allevatori hanno lasciato le stalle per raggiungere le principali piazze e supermercati delle città italiane per difendere i primati qualitativi della produzione Made in Italy messi a rischio dalle contraffazioni e dalla forbice dei prezzi che colpisce allevatori e consumatori
Un'operazione verità voluta dagli allevatori della Coldiretti per salvare le stalle italiane. Consigli per gli acquisti, degustazioni, distribuzione di prodotti con porchette, grigliate di carne di maiale e salsicce e vero latte Made in Italy offerto ai prezzi stracciati pagati agli agricoltori hanno caratterizzato l'iniziativa della Coldiretti, nel corso della quale sono stati anche realizzati dei presidi davanti ai centri della grande distribuzione, dove sono stati svelati i finti prodotti italiani venduti sugli scaffali, dalle mozzarelle ottenuti dalle cagliate ai prosciutti ottenuti da carne di maiali olandesi.
Due le richieste principali degli allevatori della Coldiretti:
1) Alla grande distribuzione si chiede di tenere separati sugli scaffali gli spazi dedicati al vero prodotto alimentare italiano da quelli del finto Made in Italy, ottenuto con prodotti importati;
2) Alla Politica di rendere obbligatoria l'indicazione della provenienza dei prodotti agricoli ed alimentari (dalla carne di maiale al latte a lunga conservazione) per consentire scelte consapevoli ai consumatori.
'Solomaialeitaliano 100%”; 'L'influenza si batte con la trasparenza - etichettatura di origine subito”; 'Due prosciutti su tre sono stranieri ma il supermercato non lo dice”; 'Riusciremo a trovare in questo supermercato un litro di latte realmente italiano?”; 'Con la filiera firmata l'origine è assicurata”; 'Il prezzo del latte aumenta del 312% dalla stalla alla tavola”: sono alcuni degli slogan che sono apparsi su manifesti e cartelloni issati dagli allevatori della Coldiretti che hanno chiesto alla distribuzione commerciale di distinguere negli scaffali il vero Made in Italy dal finto.
Se a Roma il centro della manifestazione è stato in Campidoglio, a Venezia un corteo di barche ha portato allevatori e le famiglie attraverso il Canal Grande a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, mentre a Parma, nella capitale della salumeria italiana, l'appuntamento è stato in piazza della Steccata con un'esposizione di prodotti e la presentazione di una ricerca sui supermercati. In Piemonte ci sono stati presidi a Torino presso piazza Castello e di fronte al supermercato Carrefour di corso Montecucco, mentre in Lombardia a Milano in viale Umbria davanti ai supermercati Coop ed Esselunga. Coldiretti è stata in piazza San Giacomo a Udine e in piazza Cavour a Pordenone dove è stato distribuito gratuitamente latte fresco prodotto esclusivamente in Friuli Venezia Giulia. Iniziative si sono svolte anche nel Mezzogiorno in Campania al centro direzionale di Napoli e a Salerno, a Ragusa in Sicilia ed in Puglia a Bari in piazza del Ferrarese, ma altre decine di appuntamenti si sono svolti, da Brescia a Verona, da Padova a Cuneo, da Cremona a Asti e in tutti i capoluoghi di provincia di Piemonte e Lombardia.
Nella foto: la psicosi da influenza messicana ha pesantemente colpito l'allevamento del maiale. Anche questo ha voluto denunciare la giornata nazionale degli allevamenti italiani svoltasi in tutta Italia
Nell'Ue le stalle italiane sono leader per qualità
Le stalle italiane sono leader in Europa nella qualità delle produzioni con un totale di ben 63 riconoscimenti europei tra formaggi (35) e prodotti della salumeria (28) tra salami, pancette, soppressate e prosciutti che alimentano un valore delle esportazioni che nel 2008 ha quasi raggiunto i 2,5 miliardi di euro (+5%). è quanto è emerso in occasione della giornata nazionale degli allevamenti italiani con decine di migliaia di allevatori in piazza e di fronte ai centri commerciali in tutte le principali regioni di produzione per salvare le stalle italiane e i primati qualitativi e di sicurezza del Made in Italy, con una capillare 'operazione verità”.
L'esperienza delle crisi del passato ha dimostrato che la trasparenza dell'informazione e la rintracciabilità in etichetta è il miglior modo per evitare la psicosi nei consumi che mette a rischio le oltre 5mila stalle italiane che allevano quasi 13 milioni di suini (dei quali il 70% destinati alle produzioni italiane a denominazione di origine) e alimentano una filiera che dà lavoro a oltre novantamila lavoratori e sviluppa al consumo un fatturato di circa 20 miliardi, dei quali circa un miliardo (+7,6% nel 2008) ottenuti con l'esportazione.
Un patrimonio che traina l'intero Made in Italy all'estero che può contare anche su ben 35 riconoscimenti per i formaggi ai quali viene destinato ben la metà della produzione di latte nazionale. Una produzione realizzata da oltre 1,8 milioni di vacche da latte in circa 45mila allevamenti che sono messe a rischio dalla insostenibile forbice dei prezzi tra la stalla e lo scaffale che non consente più di coprire i costi. Una distorsione insostenibile che non è giustificata dall'andamento delle esportazioni di formaggi e latticini che nel corso del 2008 sono aumentate in valore del 4,3% per 1,4 miliardi di euro, su un valore complessivo della filiera lattiero casearia di 22 miliardi di euro con 190mila occupati.
L'allevamento del maiale italiano in cifre
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
L'allevamento da latte in Italia
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
Due le richieste principali degli allevatori della Coldiretti:
1) Alla grande distribuzione si chiede di tenere separati sugli scaffali gli spazi dedicati al vero prodotto alimentare italiano da quelli del finto Made in Italy, ottenuto con prodotti importati;
2) Alla Politica di rendere obbligatoria l'indicazione della provenienza dei prodotti agricoli ed alimentari (dalla carne di maiale al latte a lunga conservazione) per consentire scelte consapevoli ai consumatori.
'Solomaialeitaliano 100%”; 'L'influenza si batte con la trasparenza - etichettatura di origine subito”; 'Due prosciutti su tre sono stranieri ma il supermercato non lo dice”; 'Riusciremo a trovare in questo supermercato un litro di latte realmente italiano?”; 'Con la filiera firmata l'origine è assicurata”; 'Il prezzo del latte aumenta del 312% dalla stalla alla tavola”: sono alcuni degli slogan che sono apparsi su manifesti e cartelloni issati dagli allevatori della Coldiretti che hanno chiesto alla distribuzione commerciale di distinguere negli scaffali il vero Made in Italy dal finto.Se a Roma il centro della manifestazione è stato in Campidoglio, a Venezia un corteo di barche ha portato allevatori e le famiglie attraverso il Canal Grande a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto, mentre a Parma, nella capitale della salumeria italiana, l'appuntamento è stato in piazza della Steccata con un'esposizione di prodotti e la presentazione di una ricerca sui supermercati. In Piemonte ci sono stati presidi a Torino presso piazza Castello e di fronte al supermercato Carrefour di corso Montecucco, mentre in Lombardia a Milano in viale Umbria davanti ai supermercati Coop ed Esselunga. Coldiretti è stata in piazza San Giacomo a Udine e in piazza Cavour a Pordenone dove è stato distribuito gratuitamente latte fresco prodotto esclusivamente in Friuli Venezia Giulia. Iniziative si sono svolte anche nel Mezzogiorno in Campania al centro direzionale di Napoli e a Salerno, a Ragusa in Sicilia ed in Puglia a Bari in piazza del Ferrarese, ma altre decine di appuntamenti si sono svolti, da Brescia a Verona, da Padova a Cuneo, da Cremona a Asti e in tutti i capoluoghi di provincia di Piemonte e Lombardia.
Nella foto: la psicosi da influenza messicana ha pesantemente colpito l'allevamento del maiale. Anche questo ha voluto denunciare la giornata nazionale degli allevamenti italiani svoltasi in tutta Italia
Nell'Ue le stalle italiane sono leader per qualità
Le stalle italiane sono leader in Europa nella qualità delle produzioni con un totale di ben 63 riconoscimenti europei tra formaggi (35) e prodotti della salumeria (28) tra salami, pancette, soppressate e prosciutti che alimentano un valore delle esportazioni che nel 2008 ha quasi raggiunto i 2,5 miliardi di euro (+5%). è quanto è emerso in occasione della giornata nazionale degli allevamenti italiani con decine di migliaia di allevatori in piazza e di fronte ai centri commerciali in tutte le principali regioni di produzione per salvare le stalle italiane e i primati qualitativi e di sicurezza del Made in Italy, con una capillare 'operazione verità”.
L'esperienza delle crisi del passato ha dimostrato che la trasparenza dell'informazione e la rintracciabilità in etichetta è il miglior modo per evitare la psicosi nei consumi che mette a rischio le oltre 5mila stalle italiane che allevano quasi 13 milioni di suini (dei quali il 70% destinati alle produzioni italiane a denominazione di origine) e alimentano una filiera che dà lavoro a oltre novantamila lavoratori e sviluppa al consumo un fatturato di circa 20 miliardi, dei quali circa un miliardo (+7,6% nel 2008) ottenuti con l'esportazione.
Un patrimonio che traina l'intero Made in Italy all'estero che può contare anche su ben 35 riconoscimenti per i formaggi ai quali viene destinato ben la metà della produzione di latte nazionale. Una produzione realizzata da oltre 1,8 milioni di vacche da latte in circa 45mila allevamenti che sono messe a rischio dalla insostenibile forbice dei prezzi tra la stalla e lo scaffale che non consente più di coprire i costi. Una distorsione insostenibile che non è giustificata dall'andamento delle esportazioni di formaggi e latticini che nel corso del 2008 sono aumentate in valore del 4,3% per 1,4 miliardi di euro, su un valore complessivo della filiera lattiero casearia di 22 miliardi di euro con 190mila occupati.
L'allevamento del maiale italiano in cifre
| Stalle | 5mila |
| Maiali | 13 milioni (70% per produzioni dop) |
| Occupati nella filiera | 90mila |
| Valore filiera | 20 miliardi |
| Consumi | 37 chili/procapite |
L'allevamento da latte in Italia
| Stalle | 45mila |
| Vacche da latte | 1,8 milioni |
| Occupati nella filiera | 190mila |
| Valore filiera | 22 miliardi |
| Consumi | 47 chili di latte e 24 chili di formaggio procapite |

