L'andamento della produzione agricola totale è il risultato di un calo dello 0,9% della produzione negli allevamenti e di una sostanziale stazionarietà nell'attività di coltivazione. Nel primo trimestre del 2009 fanno segnare una variazione positiva (+0,8%) le quantità di prodotti alimentari acquistati dalle famiglie che) dopo il calo che si era verificato nell'anno precedente. Ad aumentare in questo primo scorcio dell'anno sono gli acquisti di praticamente tutti i prodotti alimentari di base, con performance particolarmente positiva per le quantità di frutta (+4,73%) dopo il trend di progressiva riduzione in corso da anni.

A favorire l'andamento generale ha contribuito l'andamento dei prezzi al consumo che sono comunque aumentati in media del 2,7% nel corso del trimestre. Un valore insostenibile rispetto al crollo dell'11,4% rispetto allo scorso anno che si è verificato a marzo per i prezzi dei prodotti agricoli alla produzione e che dimostra che le tendenze registrate in campagna non si sono trasferite al consumo dove i prezzi per l'alimentare continuano ad aumentare. Un esempio per tutti è quello degli scandalosi andamenti al consumo della pasta che registra un aumento del 11% nonostante si sia verificato un dimezzamento delle quotazioni del grano, sul quale hanno indagato l'Antitrust e Mister prezzi.

L'aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, che danneggiano imprese agricole e consumatori. Il crollo delle quotazioni in campagna si registra sia per le produzioni vegetali (-15,8%) che per quelle derivate dall'allevamento (- 5,2%) ma il record della riduzione si è verificato per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 46,4% rispetto allo scorso anno a marzo. Un forte calo delle quotazioni alla produzione - continua la Coldiretti - si è registrato anche per vini e oli di oliva che, su base annua, hanno fatto segnare in campagna drammatiche riduzioni, rispettivamente, del 26,2% e del 24,6%. Una flessione rilevante tra i prodotti di allevamento è accusata dal latte (- 11,1%) e dai suini (- 9,4%).

 L'aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola, che danneggiano imprese agricole e consumatori. I prezzi - continua la Coldiretti - aumentano quindi in media quasi cinque volte dal campo alla tavola e esistono dunque ampi margini da recuperare, con piu' efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica. E' necessario quindi riorganizzare le filiere agroalimentari con un forte investimento su consorzi agrari e sulle cooperative che sono il perno sul quale ruota il progetto della Coldiretti per una filiera tutta agricola, tutta italiana e firmata dagli agricoltori.