Sequestrate nel Napoletano 15 tonnellate di pesce scaduto
Circa 15 tonnellate di prodotti ittici congelati scaduti, ma anche patate novelle, pomodori e spalla d'agnello, cui stavano per essere applicate etichette contraffatte, sono stati sequestrati in un deposito a Casoria (Na) dalla Guardia costiera partenopea
Pesce, anche sotto forma di 'bastoncini” impanati o 'cuoricini” di pseudo merluzzo, cozze verdi a mezzo guscio, polpo, filetti di specie atlantiche, misto per insalata di mare, nella maggior parte dei casi di provenienza asiatica, riempivano gli scaffali de 'La casa del pesce” che fa capo ad una società cooperativa in via Brodolini, e venivano venduti sia all'ingrosso che al dettaglio. Gli uomini della capitaneria di porto agli ordini del contrammiraglio Domenico Picone hanno scoperto il deposito nel corso di controlli mirati in prossimità delle festività pasquali. La merce, che sul mercato avrebbe fruttato diverse centinaia di migliaia di euro, arrivata a Napoli probabilmente via mare nascosta in container, nel deposito veniva riconfezionata con nuove etichette che ne allungavano la possibilità di consumo; ad esempio, un polpo congelato thailandese confezionato nel 2004, edibile fino al 2006, aveva ricevuto una nuova etichetta che ne dichiarava la scadenza al 2010. Le nuove etichette (sotto sequestro anche rotoli di etichette già pronti, altri intatti e una macchina per riprodurle) erano spesso prive di indicazioni sulla tipologia di prodotto e sulla sua provenienza. Le valutazioni degli ispettori dell'Asl Napoli 2 che hanno partecipato all'operazione "pesce d'aprile" parlano di prodotti non commestibili e in alcuni casi in avanzato stato di deterioramento, oltre che in cattivo stato di conservazione.
Al momento dell'irruzione della Guardia costiera, al lavoro nel deposito c'erano venti persone, tutte segnalate all'autorità giudiziaria, mentre il titolare della ditta è stato denunciato per frode in commercio, vendita di prodotto contraffatto e contraffazione di etichette. Si attende l'autorizzazione della magistratura per distruggere il cibo. In parallelo, i controlli hanno portato all'individuazione di un filare di cozze per circa 400 metri - cioè circa 2,5 tonnellate di prodotto - a Bagnoli, nello specchio d'acque antistante via Napoli.
Fonte: Agi

