Quote latte: critici dal consorzio tutela Provolone Valpadana
I risultati della tavola rotonda, svoltasi presso la camera di commercio di Cremona e promossa dal consorzio tutela Provolone Valpadana nell'ambito dell'assemblea annuale dei propri soci, hanno sollevato criticità che si prevede metteranno a rischio il futuro di molti produttori di latte
Secondo Ermanno Comegna - Consulente d'imprese agricole: «l'eccedenza di latte in polvere e burro, che ha provocato l'intervento del Governo nella produzione lattiera, è stata una conseguenza della percezione punitiva vissuta dal settore italiano della zootecnica e del ritardo nell'applicazione di un adeguato provvedimento politico che, al contrario, incitava la libera produzione. Tuttavia - prosegue il ricercatore - esistono ancora degli spazi per un'azione risolutiva mirata, che consistono nel prolungare il regime attuale o, in alternativa, nel controllare gli impatti della liberalizzazione delle quote».Pessimista sull'argomento per l' insufficienza di soluzioni politiche idonee ed equilibrate è Enrico Bussi - già direttore di Unalat - che ha affermato: «Il mercato odierno ingovernabile e fortemente disorganizzato, produce un deficit che mina il futuro stesso del settore della zootecnica da latte in Italia».
«La mancanza di un'integrazione al reddito dell'agricoltura da parte dello Stato è stata tra le conseguenze determinanti che hanno decretato le misure di restrizione nei confronti dei produttori di latte, colpevoli solo di aver voluto resistere alla prospettata chiusura della loro attività – ha affermato invece l'avvocato dei Cospa Dr. Romano - in attesa della versione finale del 'Lodo Zaia”. Infatti, l'unico sistema per superare questa situazione d'impasse è aspettare con fiducia il buon esito dei ricorsi giudiziari e l'annullamento delle multe per inadempienza dello Stato, dal momento che, da una perizia 'pro veritate' è emerso che in realtà non è mai stata raggiunta la soglia nazionale assegnata».
Vincenzo Bozzetti, moderatore della tavola rotonda, ha affermato che: «Lo scenario generale, si presenta ancora fortemente incerto e a tratti ambiguo. Se è vero ciò che diceva il drammaturgo Gorkij, ovvero che l'infelicità è di colui che sa di capire tutto, allora possiamo dirci arrivederci … felicemente!»
Alla tavola rotonda hanno partecipato: Libero Stradiotti e Vittorio Emanuele Pisani -rispettivamente presidente e direttore del consorzio Tutela Provolone Valpadana, Enrico Bussi, già Direttore di Unalat, Ermanno Comegna - consulente d'imprese agricole e Pasquale Romano - Cospa-Verona. Moderatore: Vincenzo Bozzetti, direttore tecnico della rivista - Il Latte.
Consorzio tutela Provolone ValpadanaCostituito nel 1975, il consorzio tutela Provolone Valpadana ha sede a Cremona. Tra i suoi compiti, quelli di fornire servizi di tutela e di vigilanza e volti a migliorare la qualità del prodotto e la commercializzazione. Grande importanza è quindi attribuita all'attività di ricerca e sviluppo, alla formazione per gli associati e alla promozione internazionale. Dal 1996, il Provolone Valpadana ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di origine protetta (Dop) da parte dell'Unione Europea.

