è  importante la decisione di chiedere all'Antitrust di verificare se la promozione del panino ciociaro da parte della multinazionale McDonald's è una pubblicità ingannevole nei confronti dei consumatori e dei produttori ciociari impegnati a garantire la tipicità delle proprie produzioni. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare la segnalazione inviata dalle autorità locali di all'Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti dello spot della nota multinazionale.

Le tradizioni alimentari locali sono una grande risorsa per il Paese e la loro banalizzazione rischia di provocare gravissimi danni economici e di immagine alle imprese che si sono impegnate a conservarle nei secoli.

Lo stesso appuntamento del G8 dell'agricoltura, che è in corso a a Cison Valmarino in Italia, deve avere tra gli obiettivi la difesa delle identità territoriale degli alimenti che rappresenta una risorsa per lo sviluppo in tutti i Paesi. L'enogastronomia ciociara - continua la Coldiretti - offre prodotti di altissima qualità che la Coldiretti è impegnata a far conoscere direttamente ai consumatori con il progetto di filiera corta, la vendita diretta delle imprese agricole ed il progetto di campagna amica. E per questo - conclude la Coldiretti - occorre vigilare con attenzione per evitare che si affermino messaggi fuorvianti che rischiano di disorientare i consumatori.

Questo il documento che ha scatentao le polemiche:

 

LETTERA APERTA

IL PANINO CIOCIARO

 

Ci risiamo. Dopo gli E fusse ca fusse la vorta bbona! del nostro Manfredi, l'ironia di D'Alema sul semipresidenzialismo alla ciociara, i metalmezzadri della Frosinone Dreaming de L'Espresso, Martufello, lo spot della Tim in cui il redivivo Don Buro, Christian De Sica, figlio di un illustre ciociaro, torna a ironizzare sulle nostre capacità, le recenti puntate di Striscia la Notizia sul mandriano di Castelliri, ecco manifestarsi, ancora una volta, l'ingeneroso e fuorviante stereotipo del ciociaro burino, rozzo, arretrato e gretto.
Questa volta, ad offendere un popolo generoso, fiero, operoso e cordiale e la sua terra ricca di cultura (e di eccellenti tradizioni gastronomiche) ci ha pensato la multinazionale McDonald's. La più grande catena di fast food al mondo sta reclamizzando - in un improbabile dialetto a metà tra il maceratese ed il ternano - il suo nuovo 'panino ciociaro”, un panfocaccia al rosmarino con cotoletta di pollo condita con una fetta di insalata e un formaggio cremoso al bacon (sic). Non vogliamo mettere in discussione le strategie di marketing della celebre azienda, né invitare i consumatori al boicottaggio, ma semplicemente rilevare come tale campagna pubblicitaria sia stata realizzata da chi ha fatto fortuna vendendo milioni di hot dog e hamburger - sulla cui qualità non ci esprimiamo - e che, evidentemente, non sa neanche cosa sia la Ciociaria.
Gli autori della réclame ci descrivono, ancora una volta, come gente scarsamente sensibile alla cultura, dimenticando che la Ciociaria è la terra dei Volsci, la patria di Cicerone, Giovenale, Caio Mario, san Tommaso e del cavalier d'Arpino, la culla della tomistica, del gotico cistercense, del monachesimo occidentale e del cesaropapismo. E, come se non bastasse, identificano la nostra cucina con un piatto che con il nostro territorio non ha niente a che vedere. Da qui la provocazione gastronomica: il panino ciociaro può e deve diventare un simbolo.
Un simbolo che, in positivo, racchiude sentimenti quali l'orgoglio, il senso di identità e di appartenenza ad un territorio. Perché se è vero che la cucina di un popolo esprime la sua cultura, i suoi valori e le sue tradizioni, se è vero che essa costituisce l'esatta testimonianza della sua civiltà, allora ci spiace, ma non ci sentiamo affatto rappresentati dall'industrial panfocaccia, anzi, auspichiamo che da un semplice panino possa scaturire una superba reazione - da parte delle Istituzioni, delle Associazioni del territorio, dei semplici cittadini - che riaffermi con fierezza i nostri valori autentici. Per quanto ci riguarda noi continueremo a promuovere e valorizzare i nostri prodotti tipici e la nostra cucina tradizionale, una cucina che trae spunto dalla secolare vocazione per la cura della terra, semplice, elaborata, contadina, borghese, ma sempre genuina.
E all'improbabile panino stelle-e-strisce, continueremo a preferire il nostro panino alla ciociara. Un paio di fette di pane cotto al forno a legna, una salsiccia di suino tagliata a punta di coltello e affumicata alle fronne di ulivo e dei saporitissimi broccoletti grondanti di olio extravergine, quello sì, autenticamente ciociaro.

 

 

 

Massimo Roscia  Scrittore e critico enogastronomico

 

Salvatore Tassa Cuciniere e Patron del Ristorante 'Le Colline Ciociare”

 

Patrizia Patini Gastronoma e Presidente de 'Le Cannardizie&rdquo

 

Articolo correlato:
La Cucina della Ciociaria contesta il nuovo panino cafone di McDonald's