«Con la fiducia  posta oggi dal Governo, ci avviamo verso la soluzione di una questione che da troppi anni complica la vita all'agricoltura del nostro Paese». Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia si è detto soddisfatto per la fiducia, posta dal Governo alla Camera dei Deputati, al maxiemendamento al Decreto Legislativo sulla competitività che comprende anche il provvedimento sulle quote latte.

 «Abbiamo portato a casa tutti i punti fondamentali del nostro decreto sulle quote latte. Si tratta del testo che avevamo licenziato al Senato. Noi ci riteniamo - dice Zaia - più che soddisfatti del lavoro svolto. Per noi era fondamentale non realizzare nessun aumento di produzione, come richiesto da tutto il comparto lattiero-caseario. Compresi quelli che in queste convulse giornate urlavano e strepitavano contro il Ministro e la nostra politica. Senza questo provvedimento migliaia di produttori si sarebbero trovati nelle condizioni di dover chiudere in quanto Equitalia avrebbe sequestrato loro tutto, casa, azienda, capi e stalla. Si tratta di migliaia di aziende che rappresentano una parte consistente, e non pochi ‘intimi', di un settore fondamentale del nostro sistema agricolo. Per la precisione sono 8404 le aziende che dovranno pagare le multe per accedere alle quote».

Molto importante appare per il Ministro l'inserimento della proroga al 31 dicembre 2009 delle agevolazioni previdenziali per gli agricoltori, comprese nel maxiemendamento. «Quanto al problema del Fondo di solidarietà nazionale, che è stato escluso dal provvedimento, sono allo studio - dice Zaia - soluzioni legislative di concerto con il Governo e spero anche con l'opposizione».  


Questi i passaggi fondamentali del provvedimento che riguardano il tema delle quote latte.

Assegnazione delle quote

L'assegnazione delle quote, derivanti dal negoziato sull'Health Check della Pac, avviene – in deroga ai principi previsti dalla 119 – secondo criteri di trasparenza ed efficacia, finalizzati soprattutto a non aumentare la produzione.

Le quote sono assegnate secondo le seguenti priorità:

  • Aziende che hanno subito la riduzione della quota b. A questo riguardo la produzione è calcolata sulla media delle ultime cinque campagne;
  • Splafonatori e affittuari che abbiano aziende ubicate in zone di pianura, montagna e svantaggiate;
  • Aziende ubicate in zone di montagna e svantaggiate che siano condotte da giovani imprenditori agricoli. Solo per quest'ultima categoria, si prevede l'assegnazione anche se le aziende non sono titolari di quota.

Le quote sono assegnate dalla riserva nazionale cui affluisce tutto il quantitativo, ottenuto dalla trattativa comunitaria, più quello derivante dall'attuazione della 119. Circa il rapporto tra lo Stato e le Regioni, le quattro Regioni maggiori produttrici di latte (Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) vedono riconosciuta una maggior quantità di produzione lattiera, attraverso il meccanismo di attribuzione derivante dal nuovo regime, a differenza di quanto sarebbe avvenuto attraverso i criteri della 119.

Rateizzazione

La rateizzazione, che è stata oggetto di un gentlemen agreement con la Commissione europea, riguarda debiti lattieri di:

  • Importo superiore a 25mila euro
  • Durata fino a 13 anni per debiti fino a 100mila euro; durata fino a 22 anni per debiti tra 100mila e 300mila euro; durata fino a 30 anni per debiti superiori a 300mila euro
  • La rateizzazione attuale è diversa da quella della 119. Quest'ultima era senza interessi; la rateizzazione attuale è con interessi che variano dal 4,5 al 6,5 per cento

Obblighi dei rateizzandi

A differenza di quello che veniva con la 119, la rateizzazione attuale comporta una serie di oneri a carico dei produttori che la richiedono:
  • Rinuncia espressa al contenzioso in essere per i debiti esigibili (sono esigibili quelli non sospesi in sede giurisdizionale)
  • Versamento della prima rata entro il 31 dicembre 2009
  • Trattenuta a titolo di garanzia sul pagamento della prima rata dei premi Pac e degli altri aiuti nazionali, fino alla concorrenza dell'importo corrispondente alla prima rata
  • Revoca dell'assegnazione della quota, in caso di mancato pagamento, anche di una sola rata.

Nel provvedimento infine 151 milioni di euro saranno l'impegno di spesa del la proroga dello Scau (Servizio contributi agricoli unificabili) fino al 31 dicembre  2009.