Detassare i prodotti certificati, che rappresentano continuità di tradizione e sicurezza alimentare, per incentivare i consumi di qualità. Davanti alla sfida posta dall'attuale crisi economica, occorre puntare con determinazione su modelli produttivi che hanno fatto loro la sostenibilità ambientale, la sicurezza dei consumatori, il rispetto delle tradizioni e del territorio. è quanto propone Mauro Rosati (nella foto) direttore generale della Fondazione Qualivita: «Siamo convinti che, come è già stato fatto per altri settori come quello dell'auto, anche il comparto agroalimentare di qualità certificata sia degno di interventi finalizzati. Da qui la nostra proposta di detassare i prodotti Dop e Igp».

Mauro RosatiL'impegno per la detassazione ammonterebbe, secondo Rosati, a circa 600-700 milioni di euro, poiché si tratta di intervenire su un paniere ben definito, assolutamente identificabile e riconoscibile. «Questo provvedimento - aggiunge Rosati - avrebbe una ricaduta positiva sia sulle imprese che sui consumatori, indirizzando le scelte verso i prodotti di qualità, legati al territorio di produzione e in grado di offrire forti garanzie in termini di sicurezza alimentare».
La qualità è per Rosati una delle armi decisive per uscire dalla crisi e per dare un contributo al sistema Paese su asset fondamentali come alimentazione, territorio e turismo. «Creare nuovi modelli di consumo sulla qualità - conclude Rosati - non significa promuovere una nicchia di prodotto, ma incidere anche su gran parte dei prodotti certificati che troviamo già nella grande distribuzione».

Fonte: Agi