Parma capitale della ricerca per l'agroalimentare: con la sottoscrizione oggi, mercoledì 4 marzo, a Roma dei patti parasociali da parte del ministero dell'Università si è compiuto, infatti, l'ultimo passo per la nascita del Consorzio italiano per la ricerca sulla qualità e la sicurezza degli alimenti.
Il nuovo centro coordinerà oltre 5.000 ricercatori, superando la frammentazione che da sempre appesantisce e limita il settore in Italia, e avrà proprio a Parma sede e centro di controllo. «Il futuro dell'agroalimentare - ha spiegato il presidente della Provincia e amministratore unico del Consorzio Vincenzo Bernazzoli - e dell'intera nostra economia dipenderà dalle capacità d'innovazione che il nostro sistema saprà mettere in campo. Per questo, proprio in questo momento di difficoltà, l'insediamento a Parma del Consorzio costituisce un elemento decisivo, capace di far superare al Paese antichi ritardi e di attirare sul nostro territorio nuove competenze e capacità, ma anche nuovi finanziamenti».

 Quasi 2 anni per portare a termine l'iter burocratico
La costituzione del Consorzio è uno dei progetti da sempre sostenuti dalla Provincia di Parma ed è stato seguito dal punto di vista organizzativo nelle varie fasi da Europass (ufficio referente di Efsa per i rapporti con il territorio regionale) di cui Bernazzoli è presidente. Il percorso era stato avviato il 19 maggio 2007 con la firma di un protocollo d'intenti con ben quattro ministeri: Politiche agricole, Salute, Sviluppo economico, Università e ricerca scientifica.
L'11 aprile del 2008 erano stati approvati lo statuto e i patti parasociali, quelli che regoleranno il governo del nuovo organismo. Quindici giorni dopo, per la precisione il 28 aprile, i primi tre ministeri li avevano sottoscritti. Con la firma di oggi da parte del ministero dell'Università e della ricerca scientifica si completa questa fase e si apre la strada alla sottoscrizione da parte dei 7 istituti di ricerca nazionali e dei 10 istituti zooprofilattici che fino ad oggi in Italia - a differenza di quanto avviene negli altri Paesi europei - hanno sempre operato in modo non coordinato.
«Ora, grazie al Consorzio - ha spiegato Bernazzoli - questa frammentazione sarà superata, migliorando così la competitività del nostro Paese anche a livello comunitario, dove sarà più facile vincere bandi ed ottenere finanziamenti fondamentali per ricerca e innovazione».

Fonte: Agi