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Secondo le stime dell'Associazione provinciale pubblici esercizi dello scorso ottobre, l'aperitivo costituisce l'ancora di salvezza. La ragione è semplice: l'happy hour non è solo un momento di relax che segna la fine della giornata lavorativa e precede il rientro a casa o un semplice intermezzo in attesa di andare a cena o a teatro, è piuttosto un modo di vivere il tempo libero, incontrare gli amici, discutere di lavoro con i colleghi, fare un po' di self marketing e conoscere gente nuova stuzzicando, e in qualche caso mangiando e bevendo abbondantemente, a prezzi contenuti (in media 7-8 euro).

 La città offre aperitivi per tutti i gusti: classici letterari e in lingua straniera, legati a iniziative benefiche, mostre, spettacoli ed eventi, happy hour "con delitto", durante i quali i clienti sono coinvolti in un'indagine alla scoperta del colpevole, o business aperitivi, come quelli che organizza il Metropolis di via Vittor Pisani, durante i quali aziende, studi legali o di progettazione, imprenditori si incontrano per promuovere progetti, confrontarsi e, chissà, dar vita a nuove iniziative.
Anche le location sono le più varie: accanto ai locali tradizionali e di tendenza (Roialto, Cup St. Marten, Just Cavalli Caffè solo per citarne qualcuno, ma sono centinaia) vanno di scena le numerose enoteche, i caffè di teatri e musei (come lo spazio living-bar del teatro Litta o il Coffee Design del Museo della Triennale), i grandi alberghi che allestiscono raffinati aperitivi nelle hall o nei dehors (all'Enterprise hotel di corso Sempione per esempio o al Diana Majestic).

Nella bella stagione, poi, anche piscine, parchi e terme cittadine si attrezzano per l'happy hour time, con proposte fantasiose che mescolano la più genuina tradizione italiana a piatti vegetariani ed etnici. Sta infatti prendendo sempre più piede la tendenza a soddisfare la voglia di evasione con aperitivi esotici, fra musiche afro e ambientazioni berbere o caraibiche e sapori mediorientali.

Anche in questo caso la scelta è ampia: si va dal messicano allo spagnolo (Maison d'España, Joe Peña's piuttosto che La Hora Feliz), dal cubano (Boteguita del Medio) al giapponese, ultimamente molto di moda (Bentobar o Patchouli Cafè, ma la lista è davvero lunga). L'ora dell'aperitivo scatta alle 19 fino alle 21.30-22 circa, ma in qualche caso, come alla Scrofa Semilanuta di corso Magenta, alle 20.30 capita di trovare il banco del buffè già tristemente deserto. La domanda d'obbligo è: troppo buono o troppo poco?

Elena Sabino