Vista la centralità di un corretto rapporto tra gli operatori del settore vinicolo e i mezzi di comunicazione (e in genere tutta la filiera agroalimentare e la ristorazione) proponiamo un recente articolo di oliovinopeperoncino.it.

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Si parla molto dell'importanza della comunicazione nel mondo delle aziende vitivinicole, ma quali sono le regole che la determinano e le dinamiche attraverso le quali essa si sviluppa? Nel rapporto tra impresa e stampa, infatti, vi sono numerosi criteri sui quali basare il concetto di visibilità e la definizione di una soglia minima della visibilità stessa.

Di questo tema si è parlato lo scorso 21 febbraio, nel corso di una tavola rotonda tenutasi presso la Facoltà di Economia dell'Università di Verona. Tale appuntamento si inserisce nell'ambito del corso 'Packaging e Comunicazione del Vino” realizzato con il sostegno della Fondazione Zanotto.

L'incontro, coordinato dai professori Diego Begalli e Davide Gaeta dell'Università di Verona, ha visto l'intervento di tre autorevoli esponenti del mondo della comunicazione e del giornalismo: Gigi Costa (Gruppo l'Espresso), Massimo Zanichelli (Guida 'Go Wine”), Antonio Di Lorenzo (Il Giornale di Vicenza).
Un corretto rapporto tra gli operatori del settore vinicolo e i mezzi di comunicazione, ancor più indispensabile in una congiuntura economica certamente non facile, deve tener conto di un equivoco di base: per molti imprenditori il concetto di informazione sui giornali è equiparato a quello di pubblicità, mentre i giornalisti sono alla ricerca di notizie, ossia di quelle informazioni che contengano elementi di originalità tali da renderle pubblicabili.

Antonio Di Lorenzo ha poi illustrato i meccanismi e i criteri che portano alla pubblicazione delle notizie, regole chiare ma non derogabili; si va da accorgimenti pratici (alta qualità delle foto, rispetto dei tempi di lavoro delle redazioni, uso di uno stile al tempo stesso ironico e aggressivo, che va calibrato sui vari tipi di pubblico ai quali ci si rivolge) fino a riflessioni sul tipo di argomenti che si propongono; è infatti indispensabile offrire alla testata un aggancio alla notizia.

 Un altro tema sensibile è dato dal rapporto tra il lavoro giornalistico e la pubblicità; se è vero che quest'ultima costituisce la prima fonte di sostegno per l'editoria, la credibilità del giornale è comunque fondamentale per offrire agli inserzionisti degli spazi su pubblicazioni autorevoli.
Massimo Zanichelli ha illustrato le peculiarità del mondo delle guide, rispetto a quello dei giornali: la guida infatti non cerca notizie ma offre informazioni sui prodotti offerti dal mercato: è praticamente una piattaforma, che può essere a sua volta utilizzata come veicolo pubblicitario. Per questo, ossia per mantenere la propria credibilità, le guide serie non ospitano pubblicità di case vinicole, ma solo quella istituzionale di Regioni e Consorzi.

Inoltre, un giornale deve stare attento a conservare un elevato livello di credibilità anche per non perdere la sintonia con il lettore, che cerca nelle pubblicazioni specializzate un costante arricchimento della propria conoscenza. Gigi Costa ha invece parlato del confine che esiste tra pubblicità e redazione: mentre un tempo questa linea di demarcazione era considerata invalicabile, ora le testate sono più sensibili ai propri equilibri economici. Si tratta peraltro di un problema che coinvolge solo in parte il mondo del vino, perché le dimensioni dei budget pubblicitari delle case vinicole non sono tali da condizionare la linea editoriale dei giornali. Piuttosto, può accadere l'opposto, ossia che siano alcune prese di posizione da parte dei giornali a influenzare negativamente i potenziali inserzionisti.

Infine è stato rilevato come la carta stampata, che fino a 25 anni fa costituiva il principale strumento di diffusione delle informazioni e della comunicazione, è oggi al quarto posto, superata da internet, dai telefoni cellulari e dalla televisione. Tuttavia i giornali non spariranno, ma modificheranno invece la propria struttura informativa, per divenire complementari agli altri mezzi (cosa che sta già in parte avvenendo).

La comunicazione attraverso internet (e in particolare il fenomeno dei blog) se da un lato garantisce una forma di libertà e democrazia illimitata nell'espressione e nella condivisione dell'informazione, dall'altro canto porta un notevole appiattimento, dovuto al fatto che chi scrive spesso non dispone di una conseguenza adeguata a sostenere i giudizi che esprime.

Francesco Galimberti
oliovinopeperoncino.it

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