Un gruppo di ricercatori dell'Università di Eindhoven, in Olanda, ha annuncia il quotidiano londinese Daily Telegraph, di avere "creato" una bistecca di maiale facendola crescere da un tessuto, un muscolo di suino, immerso in una sorta di brodo derivato dal sangue di feti animali. L'avvento di carne cresciuta in laboratorio, nota il Daily Telegraph, potrebbe ridurre i miliardi di tonnellate di gas nocivi emessi ogni anno dagli animali da allevamento; e al tempo stesso potrebbe aiutare a soddisfare la costante crescita del fabbisogno mondiale di carne, che secondo una stima delle Nazioni unite raddoppierà entro il 2050. Le prime reazioni non si sono fatte attendere. Critiche all'esperimento sono giunte anche dalla lobby anti-cibo geneticamente modificato.

L'esperimento, perfettamente" riuscito sendo i ricercatori, non è stato sottoposto però a nessun test: nessuno ha, infatti, assaggiato la prima bistecca artificiale della storia. Dato certo, invece, che la bistecca non sarebbe stata accolta con recensioni entusiastiche, ma gli esperti sono convinti che il prodotto sia rapidamente migliorabile e che potrà essere commestibile, in modo da venire lanciato sul mercato, messo in vendita in supermercati e negozi di alimentari, nel giro di cinque anni.

«Quello che abbiamo al momento è l'equivalente di un tessuto muscolare di scarto - ha detto Mark Post, docente di fisiologia alla Eindhoven University e principale autore della scoperta - Dobbiamo trovare la maniera di migliorarlo, ma crediamo di poterci arrivare in tempi relativamente brevi. Questo prodotto farà bene all´ambiente e ridurrà le sofferenze degli animali. Se avrà l´aspetto e il gusto della carne, la gente lo comprerà e lo mangerà».

Il team di ricercatori guidati dal professor Post ha estratto cellule dal muscolo di un maiale vivente per poi sottoporle alle procedure di laboratorio necessaria e far crescere un pezzo di carne artificiale. Le cellule si sono moltiplicate nel "brodo" di sangue di feti animali e hanno creato un nuovo tessuto muscolare. Il progetto, che aveva l´appoggio del governo olandese e di un´azienda produttrice di salsicce, segue la creazione di filetti di pesce ricavati da cellule muscolari di pesciolini.

Le prime reazioni sulla bistecca artificiale, tuttavia, sono discordi. In Gran Bretagna un portavoce di Peta, gruppo che si batte per la difesa dei diritti degli animali, commenta: «Per quanto ci riguarda, se la carne non è più un pezzo di animale morto noi non abbiamo alcuna obiezione di carattere etico». Ma un comunicato della Vegetarian Society, l´associazione britannica dei vegetariani, si domanda come «sia possibile garantire che quello che uno sta mangiando è carne artificiale piuttosto che carne di un animale mandato al macello».

Se come nota il Daily Telegraph, potrebbe ridurre i miliardi di tonnellate di gas nocivi emessi ogni anno dagli animali da allevamento; e al tempo stesso potrebbe aiutare a soddisfare la costante crescita del fabbisogno mondiale di carne, dall'Europa arrivano critiche all´esperimento, che ha scomodato perfino il principe Carlo d´Inghilterra, un tenace oppositore del cibo geneticamente modificato, ha dichiarato che iniziative di questo genere creano un problema, perché «trattano il cibo come una merce anziché come un prezioso dono della natura all´uomo». Sul tema si registrano reazioni analoghe anche in altri paesi.

Nino AndenaIn Italia il presidente di Coldiretti Lombardia Nino Andena (nella foto a sinistra) in proposito ha dichiarato che «ci auguriamo che i consumatori abbiano letto bene l'articolo in questione e capito che questa bistecca hi-tech può rappresentare un affare solo per i ricercatori che ci stanno lavorando».

«In particolare – ha aggiunto Andena – sarebbe interessante capire come si possa pensare a un futuro commerciale per un prodotto alimentare che, come è precisato nell'articolo, viene creato in provetta da un muscolo animale immerso in una specie di brodo derivato dal sangue di feti animali e che attualmente - come riconosciuto dagli stessi ricercatori – si presenta come equivalente a un tessuto muscolare di scarto di cui non è nemmeno stata testata la commestibilità».

«Addirittura i 'dr. Frankenstein” che stanno lavorando a questo progetto arrivano ad insultare l'intelligenza dei cittadini consumatori – precisa Andena - sostenendo che se la loro bistecca hi-tech avrà l'aspetto ed il gusto della carne la gente la comprerà e la mangerà. Ma i consumatori hanno già dimostrato non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo di avere le idee sempre più chiare su ciò che desiderano mangiare».

Infine Andena ha tenuto a sottolineare che «cercano, pur di portare avanti i loro assurdi progetti, di attaccare il mondo agricolo tirando in ballo la difesa dell'ambiente ma in realtà è proprio senza la presenza attiva e multifunzionale delle imprese agricole che si avrebbero le conseguenze più negative sull'ambiente ed il territorio».

Coldiretti sostiene che qualità e sicurezza alimentare sono e devono rimanere alla base di ogni scelta politica, tecnica ed economica per garantire i consumatori e nello stesso tempo garantire un futuro di competitività all'agricoltura ed alla zootecnia, difendendo e valorizzando il vero Made in Italy agroalimentare indicando per tutti i prodotti l'origine in etichetta.

Per questo Coldiretti sta attuando il proprio progetto per una filiera agricola tutta italiana e firmata dagli agricoltori che ha già trovato vasto consenso non solo nelle massime Istituzioni del Paese ma anche da parte dei cittadini consumatori. Altro che diavolerie ogm e bistecche hi-tech di cui nessuno sente la mancanza.

Sulla questione interviene anche il ministro delle politiche Agricole Luca Zaia (nella foto sotto): «Mi piacerebbe sapere come si possa semplicemente pensare di dar da mangiare alla gente un mostro alimentare creato in provetta. Eppure ci sono alcuni scienziati che si sono dati la pena di dedicare i loro studi e la loro intelligenza per creare la cosiddetta bistecca hi-tech, un miscuglio aberrante che nulla ha a che vedere con il naturale ciclo produttivo del bestiame».
 
Luca Zaia«Noi non abbiamo nulla contro la scienza a servizio dell'uomo e dell'agricoltura, ma hanno ragione gli agricoltori e la Coldiretti a esprimere la loro indignazione per questi esperimenti di cui non si vede l'utilità', né per il settore zootecnico né tantomeno per i consumatori. Ci vorrebbero far credere - ha continuato il Ministro - che i consumatori saranno disposti a mangiare la bistecca hi-tech se avrà l'aspetto e il gusto della carne. Contro questo ci ribelliamo, e difendiamo il diritto dei cittadini di nutrirsi con i prodotti buoni dell'agricoltura vera e dei veri agricoltori. Tirare in ballo la difesa dell'ambiente, poi, per giustificare questi obbrobri della scienza è un'assurdità. è l'agricoltura vera, radicata nel territorio, di cui si fa garante, che sola puo' tutelare il rapporto dell'uomo con la natura»

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