Finanziaria, Gardini (Fedagri): Deludente, Zaia faccia di più
Maurizio Gardini, presidente di Fedagri, non è soddisfatto della Finanziaria 2010: «Ci vogliono altri provvedimenti urgenti e con risorse adeguate come i finanziamenti al settore bieticolo-saccarifero». Tra le questioni aperte il mancato finanziamento delle agevolazioni per la proprietà coltivatrice
«La Finanziaria 2010, lo ribadiamo, contiene alcuni provvedimenti significativi, in particolare quelli relativi al rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale, ma nel complesso è molto lontana dal soddisfare le esigenze di una agricoltura che attraversa una crisi senza precedenti». Così il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini (nella foto) durante il Consiglio nazionale della federazione svoltosi a Roma.«Ci vogliono ben altri provvedimenti urgenti e con risorse adeguate – ha dichiarato Gardini – come i finanziamenti a sostegno del settore bieticolo-saccarifero e per far partire i contratti di filiera, fermi da anni e gli interventi di carattere strutturale per assicurare un futuro ai produttori e alle loro cooperative».
«Al Ministro Zaia che aveva espresso l'intenzione di varare un piano anti-crisi – ha proseguito Gardini – abbiamo inviato le nostre proposte senza avere riscontro: ad oggi non è stato convocato un tavolo di confronto tra Mipaf e Organizzazioni di rappresentanza della filiera agroalimentare e manca nella Finanziaria un'idea progettuale per l'agricoltura».Tra le questioni rimaste aperte il presidente di Fedagri evidenzia il mancato finanziamento delle agevolazioni per la proprietà coltivatrice: «in un contesto di grave crisi con la cronica necessità di accorpamenti fondiari in adeguamento alle dimensioni europee, si tratta di un duro colpo per quelle aziende che ancora hanno il coraggio di guardare avanti e investire».
«Rilevo con amarezza – conclude – come questo mancato provvedimento sia passato con un silenzio imbarazzate da parte dei massimi dirigenti di Organizzazioni che si autodefiniscono rappresentative degli interessi dei produttori italiani».

