È tempo di tartufi, ma attenti ai falsi d'importazione
Prezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, "profumo" intenso. Sono queste le caratteristiche del tartufo. L'associazione dei consumatori consiglia di stare attenti alle truffe e ai tartufi provenienti dall'Asia senza alcuna particolare qualità organolettica, ma spacciati come italiani
Prezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, "profumo" intenso. Sono queste le caratteristiche del tartufo, un fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi (es. quercia) e che può essere individuato grazie all'utilizzo di cani addestrati.Anticamente gli venivano attribuite proprietà afrodisiache, tanto che era stato dedicato a Venere. Quello più pregiato è quello bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varietà meno costose (es. nero di Norcia Perugia). Cosi' l'Aduc, l'associazione dei consumatori, descrive uno dei prodotti più preziosi del made in Italy. Ma - avverte il segretario Primo Mastrantoni - il prezzo elevato, anche 3mila euro al chilo, induce i disonesti a truffare i consumatori.
Ci sono tartufi provenienti dall'Asia senza alcuna particolare qualità organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese. Difficile, per i profani, distinguere l'uno dall'altro anche perché, furbescamente, si uniscono a quelli italiani per farne assumere l'odore.
A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo più grande e' più costoso) o si mescolano specie più e meno pregiate. Insomma, - ribadisce l'Aduc - attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; la difesa migliore è' individuare un venditore di fiducia.

