Troppe regole penalizzano gli operatori In crisi la pesca di spada e tonno rosso
A Recife, in Brasile, si è tenuta la riunione dell’Iccat, la Commissione internazionale per la salvaguardia dei grandi pelagici. Confermata per il 2010 la chiusura obbligatoria nel Mediterraneo della pesca allo spada. Tagli al pescato del tonno rosso, con costi di gestione che restano elevati
«La pesca del pesce spada è sempre più imbrigliata in un sistema di regole che penalizza gli operatori, senza contribuire alla tutela degli stock». Lo afferma Gilberto Ferrari - direttore della Federcoopesca-Confcooperative - da Recife, in Brasile, dove è terminata questa notte la riunione dell'Iccat, la Commissione internazionale per la salvaguardia dei grandi pelagici. Confermata anche per il 2010 la chiusura obbligatoria nel Mediterraneo della pesca allo spada nel periodo ottobre e novembre. Rispetto, però, alla campagna di pesca 2009 non si potrà sbarcare, nei due mesi di stop, il prodotto pescato accidentalmente e occasionalmente nel corso di battute di pesca destiate a catturare altri esemplari ittici. E per i pesce spada che dovessero finire nella rete ci sarà l'obbligo di rigettarli in mare, anche se privi di vita. A questo - sottolinea l'associazione - dobbiamo aggiungere tutta una serie di adempimenti burocratici che renderanno solo più complicato il lavoro dei pescatori, come l'obbligo di comunicare all'Iccat entro il 30 giugno di ciascun anno la lista delle barche da pesca da autorizzare e che entreranno a far parte di una lista ad hoc tenuta dalla stessa Commissione, come avviene già per il tonno. In questa comunicazione va indicato: nome della barca; numero di matricola; tipo di barca (lunghezza e periodo in cui si è pescato e numero totale dei giorni di pesca; numero di ami e di palangari usati per barca, nonché la relativa lunghezza.
«E per gli anni a venire - conclude Ferrari - è previsto, sulla base poi dei risultati scientifici acquisiti dal segretariato, specifiche e più stringenti misure di gestione, che vedranno incrociarsi i destini della pesca al pesce spada con quella del tonno rosso». Nello specifico: identificazione di periodi di chiusura per particolari aree di pesca; fissazione di un livello di riferimento per lo sforzo di pesca; misure tecniche per tutti i palangari che pescano pesce spada sia come specie target (bersaglio) sia come cattura accessoria.
Tonno rosso, colpito un giro d'affari da 100 mlioni di euro
«Tagli - prosegue Ferrari - che vanno a pesare su un settore già fortemente ridimensionato nel corso degli ultimi anni, praticamente dimezzato nell'ultimo anno». La flotta, infatti, che in Italia pratica questo tipo di pesca, fiore all'occhiello dell'economia ittica, è composta, oggi, considerati quelli che hanno aderito al bando demolizioni, da circa 25 imbarcazioni. Meno prodotto da poter pescare, ma costi di gestione che restano sempre molto elevati. «Una strada quella intrapresa in Brasile - conclude Ferrari - che mette davvero in ginocchio gli operatori. Ringraziamo il sottosegretario Antonio Buonfiglio e l'amministrazione per aver difeso con vigore la categoria e per l'opposizione all'ennesima cronaca di una morte annunciata, quella della pesca al tonno rosso».

