«Un vecchio adagio recita che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Il governo, invece, di fronte alla grave crisi economica che ha creato serie difficoltà in tutti i comparti, specialmente in quello agricolo e agroalimentare, non solo non è sceso in campo, così come ha fatto in questi giorni la Francia che ha destinato circa due milioni di euro per rilanciare il settore, ma si è addirittura nascosto e continua imperterrito a farlo, lasciando imprenditori e lavoratori alle prese con i loro problemi». Lo afferma il parlamentare del Partito democratico Nicodemo OliverioNicodemo Oliverio (nella foto), capogruppo in commissione Agricoltura alla Camera.

«La maggioranza di centrodestra della commissione agricoltura - aggiunge Oliverio - dopo aver assistito alla decisione del Governo di espungere dal ddl le misure che lo caratterizzavano e dopo che lo stesso Esecutivo lo ha spogliato da quelle poche risorse arrangiate da un capitolo all'altro del ministero dell'Agricoltura, ha deciso di soprassedere. Nelle "Disposizioni per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare”, l'attività di governo e della maggioranza, senza quelle poche risorse, produrrebbe soltanto una serie di norme che di fatto rappresentano un generico palliativo, solo belle enunciazioni per rilanciare la competitività del sistema agroalimentare nazionale. Ovvero parole, parole, parole. Il che dimostra - prosegue Oliverio - che il governo, in materia di agricoltura, si muove con il passo del gambero, spesso e volentieri senza nemmeno il passo in avanti».

«Secondo noi, invece - sottolinea l'esponente del Pd - il governo avrebbe dovuto, e il gruppo del Pd con responsabilità ha lavorato in tutte le sedi, ricercando condivisione e manifestando disponibilità e avendo come unico ed esclusivo interesse il bene dell'Agricoltura, prioritariamente dare piena attuazione ai meccanismi di gestione del rischio in agricoltura e dotare di adeguate risorse finanziarie il Fondo di Solidarietà, e avrebbe dovuto anche prorogare le agevolazioni in materia previdenziale per le aree svantaggiate del Paese, facilitare l'accesso al credito, frenando i comportamenti al limite dell'usura praticati dagli Istituti bancari, assicurare l'incremento delle politiche e delle risorse a sostegno del ricambio generazionale, dell'imprenditoria giovanile, dell'internazionalizzazione, della concentrazione delle imprese e dell'offerta della produzione agricola. Tutte misure, insieme ad altre, contenute nel pacchetto di emendamenti che il gruppo del Partito democratico ha presentato in commissione e riproposto in Aula.

Il tutto nel silenzio assordante - rileva Oliverio - del governo e di un ministro che, essendo in tutt'altre faccende affaccendato, non riesce a mantenere nemmeno la promessa di dotare di adeguate risorse il Fondo di Solidarietà, oggi indispensabile a contrastare le tante calamità naturali che si sono abbattute sulle nostre aziende agricole di tutta Italia e che gli agricoltori, senza alcuna distinzione, chiedono a gran voce in tutte le piazze italiane. Senza queste misure - conclude Oliverio - il ddl, che ormai spero sia stato archiviato, diventerebbe un provvedimento anodino, con pochissime idee, abbastanza confuse, contraddittorie, soprattutto in riferimento al testo varato dal Senato sull'etichettatura, che pur senza risorse almeno era coerente e non depenalizzante. E nessuno ci venga a dire che sarà la finanziaria la sede dove collocare le risorse che ancora una volta questo governo nega all'agricoltura e che sono un miraggio anche nel maxiemendamento che verrà presentato al Senato».