Con il 10% della spesa alimentare degli italiani che finisce nella spazzatura è insopportabile che il 4,4% delle famiglie residenti in Italia, per un totale di tre milioni di persone, viva sotto la soglia di povertà alimentare. è quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che nel bidone finisce una quantità di cibo sufficiente a sfamare più del doppio delle persone in indigenza alimentare, in riferimento alla ricerca realizzata dalla Fondazione per la sussidarietà insieme alle Università Cattolica e Milano-Bicocca.

A essere gettati nel bidone, per un valore di 560 euro all'anno per famiglia, ci sono sopratutto gli avanzi quotidiani della tavola, ma anche prodotti scaduti o andati a male come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e gli affettati che si classificano tra i prodotti più a rischio. Tra i più spreconi ci sono i single per la necessità di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati, per uno stile di vita che li porta spesso a mangiare fuori casa.

 Oltre agli sprechi pesano anche le distorsioni presenti sui mercati che rendono indisponibili al consumo prodotti alimentari al giusto prezzo nonostante i crolli che si sono verificati nelle quotazioni riconosciuti in campagna. I prezzi al consumo dei prodotti alimentari sono aumentati quattro volte il valore medio dell'inflazione mentre per gli agricoltori nell'ultimo anno si sono verificati cali del 71% per le carote, del 53% per le pesche, del 30% per grano e latte fino al 19% per l'uva, secondo le rilevazioni Ismea ad agosto. Pochi centesimi nei campi diventano euro al consumo con il risultato che è stato quindi un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte.

Gli italiani spendono 205 miliardi all'anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19% della spesa familiare ed è quindi necessario interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica.


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