Maxi sequestro di cibi etnici Indagati quattro imprenditori
Sequestrati dai Nas di Roma 60 tonnelate di cibi etnici mal conservati e in gravi condizioi igienico sanitarie per un controvalore di un milione e 300mila euro. Crescono le frodi in un settore, quello dei prodotti ristoranti stranieri, soprattutto cinesi, in continua espansione il Italia
ROMA - I Nas hanno sequestrato in depositi di alimenti etnici, per le cattive condizioni igieniche in cui erano conservate, 60 tonnellate di merce per un controvalore di un milione e 300mila euro.I carabinieri dei Nas, nella lotta all'illecita commercializzazione di prodotti alimentari, hanno infatti ispezionato alcuni depositi di alimenti etnici deferendo poi all'autorità giudiziaria 4 imprenditori per aver conservato alimenti di varia natura in gravi condizioni igienico-sanitarie, contaminate da deiezioni di ratti e volatili.
I prodotti etnici in vendita nei supermercati hanno avuto il maggior tasso di crescita tra le diverse tipologie di consumo (cibi pronti, salutistici, di base, ecc.) con un aumento record del 71% dal 2003 al 2009.
Sulla base delle elaborazioni Ref su dati Iri-Infoscan relativi al primo semestre 2009, il 'carrello etnico” è stato di gran lunga il piu' dinamico della distribuzione commerciale ma la diffusione di questi cibi è in crescita anche nei pubblici esercizi come dimostra il fatto che dal 2000 ad oggi sono praticamente raddoppiati i ristoranti etnici passando dalle 2.511 unità agli oltre 4mila del 2009. La maggioranza degli esercizi stranieri è gestita da cinesi dove peraltro si sono verificati quasi la metà dei reati di frode e sofisticazione alimentare commessi da operatori stranieri e accertati in Italia, secondo una analisi della Coldiretti dell'ultima ordinanza sulle sentenze passate in giudicato pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dal ministero della Salute. Dall'elenco del Ministero risulta che 31 sentenze su 89, pari al 35%, sono state pronunciate contro cittadini stranieri e tra queste, quasi il 50% riguardano titolari di esercizi di nazionalità cinese (ben 14).
La crescita esponenziale delle attività ma anche la diffusione dei reati confermano l'importanza dell'attività di controllo effettuata dalle forze dell'ordine a tutela dei consumatori anche immigrati che apprezzano questo cibo. Occorre peraltro intervenire in modo strutturale con l'obbligo di indicare la provenienza del cibo in etichetta per consentire la rintracciabilità della produzione in vendita e favorire acquisti consapevoli da parte dei consumatori.
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