Bilancio positivo per l'estate veneta. Ad agosto sono aumentati i turisti
Nonostante la crisi il Veneto ha registrato quest'estate una crescita delle presenze nelle proprie spiagge rispetto all'anno scorso. Da da gennaio a luglio 2009, sono cresciuti significativamente i turisti di lingua tedesca. Calano invece gli arrivi dai Paesi fuori dell’area dell’euro
Il sole d'agosto ha decisamente riscaldato il turismo balneare del Veneto, prima regione d'Italia nell'economia dell'ospitalità, che non solo vede confermato il suo primato ma registra una decisa crescita degli arrivi e delle presenze nelle proprie spiagge rispetto allo stesso mese dello scorso anno. «In una stagione difficile che sconta le crisi economica mondiale - ha commentato il vicepresidente della giunta regionale Franco Manzato - possiamo essere soddisfatti, anche se preferisco attendere il quadro dell'intero anno in corso prima di tracciare bilanci definitivi. Ma crescita delle presenze del 2% a Bibione e Caorle, dell'1,7% a Jesolo e Eraclea, del 3,7% nelle spiagge veneziane, del 3,2% a Cavallino Treporti e nei litorali polesani sono davvero un bel segnale. L'unico neo, peraltro piccolissimo, è quello di Chioggia, dove le presenze diminuiscono dello 0,5%, a fronte peraltro di un aumento degli arrivi del 2,6 per cento. Le ferie accorciate sembrano dunque confermarsi come leit - motiv di questa estate».«I dati elaborati dalla direzione statistica regionale - ha aggiunto Manzato - ci confermano inoltre che nei primi sette mesi dell'anno, da gennaio a luglio, sono cresciuti significativamente gli ospiti di lingua tedesca, con presenze aumentate del 10,8 dei turisti provenienti dalla Germani e dell'8,3% dall'Austria. Continua invece la sostanziale penalizzazione per i Paesi che si trovano fuori dell'area dell'euro, che scontano un cambio poco favorevole: -23,1% i turisti del regno Unito, -12,9% gli Usa e -16,1% la Russia. Quanto alle tipologie d'offerta, buoni risultati hanno riguardato l'agriturismo, che aumenta del 6,5%, e i campeggi e villaggi turistici (+1,6 per cento), mentre soffre il comparto alberghiero, soprattutto quello meno "stellato"».
«In ogni caso il quadro è positivo, anche se la contrazione della durata delle vacanze cala con ripercussioni sul fatturato delle imprese del settore - ha concluso Manzato - specialmente se si considera la forte tenuta del comparto veneto a fronte del resto d'Italia e d'Europa, dove il turismo registra perdite di clientela dell'ordine del 10% e dove risultano in calo anche le mete tradizionalmente concorrenti».

