Il sole d'agosto ha decisamente riscaldato il turismo balneare del Veneto, prima regione d'Italia nell'economia dell'ospitalità, che non solo vede confermato il suo primato ma registra una decisa crescita degli arrivi e delle presenze nelle proprie spiagge rispetto allo stesso mese dello scorso anno. «In una stagione difficile che sconta le crisi economica mondiale - ha commentato il vicepresidente della giunta regionale Franco Manzato - possiamo essere soddisfatti, anche se preferisco attendere il quadro dell'intero anno in corso prima di tracciare bilanci definitivi. Ma crescita delle presenze del 2% a Bibione e Caorle, dell'1,7% a Jesolo e Eraclea, del 3,7% nelle spiagge veneziane, del 3,2% a Cavallino Treporti e nei litorali polesani sono davvero un bel segnale. L'unico neo, peraltro piccolissimo, è quello di Chioggia, dove le presenze diminuiscono dello 0,5%, a fronte peraltro di un aumento degli arrivi del 2,6 per cento. Le ferie accorciate sembrano dunque confermarsi come leit - motiv di questa estate».

«I dati elaborati dalla direzione statistica regionale - ha aggiunto Manzato - ci confermano inoltre che nei primi sette mesi dell'anno, da gennaio a luglio, sono cresciuti significativamente gli ospiti di lingua tedesca, con presenze aumentate del 10,8 dei turisti provenienti dalla Germani e dell'8,3% dall'Austria. Continua invece la sostanziale penalizzazione per i Paesi che si trovano fuori dell'area dell'euro, che scontano un cambio poco favorevole: -23,1% i turisti del regno Unito, -12,9% gli Usa e -16,1% la Russia. Quanto alle tipologie d'offerta, buoni risultati hanno riguardato l'agriturismo, che aumenta del 6,5%, e i campeggi e villaggi turistici (+1,6 per cento), mentre soffre il comparto alberghiero, soprattutto quello meno "stellato"».

«In ogni caso il quadro è positivo, anche se la contrazione della durata delle vacanze cala con ripercussioni sul fatturato delle imprese del settore - ha concluso Manzato - specialmente se si considera la forte tenuta del comparto veneto a fronte del resto d'Italia e d'Europa, dove il turismo registra perdite di clientela dell'ordine del 10% e dove risultano in calo anche le mete tradizionalmente concorrenti».